Archivio articoli

BIC: Reimmaginare il futuro del lavoro

In tutto il mondo, le sfide senza precedenti poste dalla pandemia hanno indotto molti a riflettere profondamente su come vivono e lavorano. Ciò ha consentito una più vivida messa a fuoco delle questioni legate alla natura e allo scopo del lavoro in un mondo post-COVID, stimolando l’avvio di molteplici dibattiti a livello nazionale e internazionale sui problemi relativi alla cultura del posto di lavoro.

“Uniti nella nostra diversità”: le comunità religiose tunisine sottoscrivono un accordo di coesistenza.

In occasione di una conferenza stampa tenutasi a Tunisi nei giorni scorsi, le comunità religiose del Paese hanno sottoscritto congiuntamente un "Accordo nazionale per la coesistenza", nel quale viene espresso l’impegno a promuovere una società più pacifica. «Questa iniziativa rappresenta un forte segnale di solidarietà», dice Mohamad Ben Moussa dell'Ufficio bahá'í per le Relazioni esterne.

BIC New York: Per rispondere alle crisi climatiche è necessaria l’eguaglianza tra donne e uomini.

In una propria recente dichiarazione, la Bahá'í International Community (BIC) sottolinea che, al fine di promuovere la resilienza di fronte alla crisi climatica, il principio dell'eguaglianza tra donne e uomini dovrà essere consapevolmente intessuto nei sistemi di governance. "Sia durante la pandemia che in conseguenza dei recenti disastri climatici, molti sono stati i momenti in cui l'umanità ha dimostrato la propria capacità di ritrovarsi unita...".

Casa di culto del Cile: come promuovere città prospere.

In che modo principi spirituali come la giustizia e l'unità possono guidare lo sviluppo delle città e come possono i grandi centri urbani promuovere la partecipazione dei loro cittadini ai processi decisionali? Queste alcune delle questioni affrontate da leader della società civile, rappresentanti della comunità bahá'í del Cile e persone presenti fra il pubblico di una tavola rotonda intitolata «Dall'ingiustizia sociale e dalla segregazione a un nuovo modello di città al cui centro viene posto l'uomo».

Regno Unito: un nuovo podcast analizza il rapporto tra religione e media.

LONDRA — È stata lanciata dall’Ufficio Relazioni esterne dei bahá'í del Regno Unito una nuova serie di podcast, intitolata "In buona fede", che analizza il rapporto tra religione e media. Questo podcast rappresenta solo uno dei tanti esempi del pluriennale contributo dato dall'Ufficio al discorso sul ruolo dei media nella società.

Pubblicazione del Bahá’í World: nuovo articolo che mette in risalto l’impegno per la giustizia razziale negli Stati Uniti.

L'ultimo articolo pubblicato sul sito web The Bahá'í World analizza l’opera della comunità bahá'í americana volta a contrastare gli effetti del razzismo. "La risposta dei bahá'í all’ingiustizia razziale e al perseguimento dell’unità razziale: Parte 2” è il secondo di due articoli sulla razza in America.

RDC: in fase di ultimazione la sovrastruttura del tempio.

La sovrastruttura in acciaio per la cupola alta 26 metri della Casa di culto nazionale bahá'í della Repubblica Democratica del Congo (RDC) è in fase di ultimazione: un significativo passo in avanti nei lavori di costruzione. Negli insegnamenti bahá'í, le Case di culto vengono definite istituzioni fondamentali che esemplificano in forma tangibile l'integrazione tra culto e servizio. Questa realtà sta emergendo in maniera sempre più evidente nella RDC, non solo nell’area del tempio ma anche nel resto di quell’immenso Paese.

Malesia: spirito di servizio alla base della pronta risposta alle inondazioni.

In seguito alle forti piogge che il mese scorso hanno causato gravi inondazioni in diverse regioni della Malesia, l’opera di soccorso è stata immediata ed animata dallo spirito di servizio e dall'azione collettiva promossa dalle attività bahá'í di costruzione di comunità che si erano svolte nelle aree colpite e nelle loro vicinanze. Un messaggio dell'Assemblea Spirituale dei bahá'í della Malesia ha invitato le Assemblee Spirituali Locali bahá'í del Paese a seguire l'esempio di 'Abdu'l-Bahá, «ricordando il Suo amore universale per la gente di ogni nazione, razza e credo religioso» e a «rispondere alle urgenti necessità dei... [propri] connazionali in questo momento di bisogno".

«Questa terra accoglie tutti»: i bahá’í della Tunisia celebrano un secolo di storia

I bahá'í tunisini celebrano la ricorrenza dei cent’anni trascorsi da quando 'Abdu'l-Bahá inviò un bahá'í egiziano di nome Sheikh Muḥyí'd-Dín Sabrí in Tunisia con un messaggio di pace e unità. In quello che si sarebbe in seguito rivelato un momento cruciale nella storia dei bahá'í del Paese, Sheikh Muḥyí'd-Dín Sabrí incontrò sul viale principale di Tunisi un gruppo di giovani che furono attratti dalla visione della Fede bahá'í di un mondo pacifico e fondato su principi spirituali, come la fondamentale unità del genere umano.

Terra Santa: Alcuni deputati e personalità varie onorano ‘Abdu’l-Bahá

Un ricevimento tenutosi ad Haifa la scorsa settimana ha visto riuniti alcuni rappresentanti del governo, diplomatici, leader della società civile e della comunità religiose ebrea, musulmana, cristiana e drusa, per commemorare il centenario della morte di 'Abdu'l-Bahá e per onorare il Suo perenne lascito spirituale in Terra Santa e altrove. In un videomessaggio rivolto ai partecipanti, il presidente israeliano Isaac Herzog ha affermato: "La storia della vita di 'Abdu'l-Bahá rispecchiava il Suo messaggio di gentilezza, compassione e l'incessante pulsione verso la perfezione morale, per noi come individui e per l'umanità come collettivo.