Mentre gli incendi devastavano l’area di Los Angeles, i legami formatisi tramite il servizio sono diventati un’ancora di salvezza e, in un momento di crisi, hanno portato alla luce la forza silenziosa di una comunità risoluta.

4 Novembre 2025

LOS ANGELES — All’inizio di gennaio, quando i venti dell’uragano si sono abbattuti sull’area metropolitana di Los Angeles, due giganteschi incendi boschivi, uno nel quartiere di Pacific Palisades e l’altro nei pressi di Pasadena e Altadena, hanno distrutto oltre 16.000 case e fabbricati. Nella sola Pasadena sono state rase al suolo tredici scuole ed evacuate migliaia di persone. In momenti come questi può sorgere una domanda terribile: ognuno baderà solo a sé stesso, ora?

La risposta è stata ben diversa: una dimostrazione coordinata di generosità e di attenzione l’uno verso l’altro, in particolar modo nelle aree nelle quali era già radicato l’impegno volto alla costruzione della comunità.

All’inizio di gennaio, gli incendi alimentati dal vento degli uragani hanno spazzato l’area metropolitana di Los Angeles, lasciando migliaia di case in rovina e provocando l’evacuazione di interi quartieri.

«Prima degli incendi, con il servizio, lo studio e la preghiera il nostro quartiere ha creato legami di amicizia negli ultimi quindici anni», ha ricordato Nazanin Ho, membro del Corpo ausiliare di Pasadena. «Nella concitazione delle prime ore, quando le informazioni erano discordanti e la situazione era in continuo cambiamento, quei legami sono diventati un’ancora di salvezza».

Accomunate dalla partecipazione alle classi per bambini, gruppi dei giovanissimi e alle riunioni devozionali – e in circostanze particolari di rapido cambiamento – le famiglie si controllavano a vicenda, specialmente quelle arrivate da poco o che non avevano familiarità con i sistemi locali. Si sono scambiate consigli pratici su dove andare e come mettersi in sicurezza. «Poiché aveva già imparato a consultarsi e a prendersi cura l’uno dell’altro, la gente è rimasta calma e si è mossa con uno scopo», ha dichiarato la signora Ho.

 Solo pochi giorni prima degli incendi, un gruppo di giovani si era riunito a Eaton Canyon per un progetto di servizio: ripulire proprio l’area che sarebbe stata attraversata dall’incendio.

Una risposta coordinata

Nel giro di poche ore, i vicini che fungevano da coordinatori dei programmi di educazione morale e spirituale, insieme alle famiglie attive nella vita della comunità, si sono incontrati online con i membri delle istituzioni bahá’í.

Le Assemblee Spirituali Locali dei bahá’í di Pasadena e Los Angeles hanno coordinato la logistica; le reti delle famiglie si sono consultate per scambiarsi le informazioni e individuare le necessità; e le attività – i circoli di studio, i gruppi dei giovanissimi e gli incontri devozionali – sono diventati spazi per l’assistenza e la valutazione delle altre azioni da intraprendere.

«Si poteva percepire l’effetto di anni d’apprendimento su come consultarsi e lavorare insieme in armonia, espresso nella capacità di agire rapidamente», ha detto Kalim Chandler, anch’egli membro del Corpo ausiliare.

I giovani hanno attinto all’esperienza maturata nelle attività di costruzione della comunità per pianificare le operazioni di soccorso, tra queste il coordinamento della distribuzione dell’acqua e la comunicazione di informazioni sulla sicurezza.

Una volta superato il pericolo immediato, l’attenzione si è spostata sull’assistenza alle persone più colpite. Mentre i dipartimenti municipali e le associazioni civiche si mobilitavano su larga scala per fornire molti beni primari, i vicini si concentravano su due esigenze pressanti e non risolte in molte case: aria pulita e acqua sicura. Il fumo delle case secolari riempiva l’aria di tossine e le tubature danneggiate rendevano parte delle riserve d’acqua non potabili.

L’Assemblea Spirituale Locale di Los Angeles ha trasformato il Centro bahá’í della città in centro di raccolta, mentre l’edificio di Pasadena dedicato ai programmi di educazione morale e spirituale è stato utilizzato come area di immagazzinamento per bottiglie d’acqua, maschere e purificatori d’aria.

Grazie alla collaborazione tra le Assemblee nell’area metropolitana di Los Angeles e le reti di quartiere, il materiale a disposizione è stato fatto pervenire ai residenti delle località più a rischio: anziani, bambini e famiglie con problemi di salute.

 Il Centro bahá’í di Los Angeles e l’edificio di Pasadena dedicato ai programmi di educazione morale e spirituale sono stati adibiti a centri per la raccolta e lo smistamento dei beni di prima necessità ricevuti in donazione.

La signora Ho ha spiegato come l’opera di soccorso e di ripristino fosse animata da uno spirito devozionale. «Pregare con i nostri vicini ci ha ricordato che il risanamento e la forza spirituale vanno di pari passo».

Naeema Eckfeld, membro dell’Assemblea di Los Angeles, ha aggiunto: “Regnava tanta tenerezza. Persone che avevano perso tutto confortavano gli altri».

I giovani le cui case erano bruciate hanno aiutato a consegnare le provviste. Quelli ancor più giovani raccoglievano e distribuivano l’acqua. I facilitatori dei gruppi giovanissimi si sono messi a disposizione reperendo informazioni affidabili sulla qualità dell’aria.

 I volontari, molti dei quali giovani, hanno coordinato la raccolta e la distribuzione di acqua, mascherine e purificatori d’aria, assistendo molte delle famiglie più a rischio.

Resilienza attraverso il servizio

«La resilienza si è rivelata come un desiderio di agire», ha detto Chandler. «Tutti volevano servire. Anche chi era in difficoltà pensava agli altri».

A Pasadena, è stata estesa da due volte a settimana a sessioni quotidiane l’iniziativa di tutoraggio introdotta dai partecipanti ai programmi di costruzione della comunità, dato che le scuole erano chiuse; l’iniziativa ha offerto continuità e compagnia ai bambini che avevano perso le loro aule e la loro routine.

Tra le famiglie si è rafforzata l’unità. Per settimane le famiglie hanno condiviso tetti e pasti. 

Una madre ha raccolto le donazioni di cibo in modo da poter cucinare per tutti i presenti. «Sembrava davvero un’unica grande famiglia», ha ricordato la signora Ho. In seguito, i volontari hanno aderito a una pulizia organizzata dalla città e rimosso le macerie dalle strade danneggiate, un gesto che ha segnato tanto il rinnovamento quanto la ripresa.

 In un quartiere di Pasadena, un’iniziativa di tutoraggio avviata dai partecipanti ai programmi di costruzione della comunità ed estesa dopo gli incendi a sessioni quotidiane, ha offerto ai bambini non solo la continuità nell’apprendimento, ma anche un senso di comunità in mezzo al disagio.

Per molti, questa esperienza ha messo in evidenza le caratteristiche di anni d’impegno collettivo: l’abitudine alla consultazione, lo spirito di servizio e la capacità di leggere una situazione con chiarezza e calma.

I vicini si sono fermati per capire cosa stesse cambiando in ogni isolato, verificare le informazioni e associare le offerte di aiuto alle condizioni reali. «Passare all’azione è servito a tenere a bada la disperazione», ha commentato Natalie, una facilitatrice dei gruppi dei giovanissimi. «Più servivamo, più percepivamo la speranza».

 In seguito a consultazione con le autorità municipali, l’Assemblea Spirituale Locale dei bahá’í di Pasadena ha organizzato in febbraio una pulizia delle strade per rimuovere i rifiuti verdi causati dai venti.

Anche l’Assemblea Spirituale Locale di Los Angeles si è adeguata in tempo reale. Ad essa si rivolgevano per incoraggiamento, coordinamento e sostegno morale sia i residenti che gli amici. L’istituzione ha mantenuto costantemente aperte le linee di comunicazione, ha creato spazi per la consultazione e la preghiera e ha contribuito ad associare le offerte di aiuto ai bisogni specifici man mano che si presentavano.

Sulla base di questa esperienza, alla fine di questo mese si terrà presso il Centro bahá’í di Los Angeles un simposio comunitario sulla preparazione alle situazioni d’emergenza degli incendi boschivi, che vedrà riuniti residenti, funzionari ed esperti ambientali.

A distanza di molti mesi, continuano ad affiorare segnali di rinnovamento. A Pasadena e Altadena si sono intensificati gli incontri di preghiera e di studio, ed è cresciuta la partecipazione ai programmi di educazione morale e spirituale. «Niente si è fermato», ha detto la signora Ho. «La crisi ci ha spinto ad andare avanti rafforzando l’impegno per il servizio».

 Immagine del Centro bahá’í di Los Angeles.

Guardare oltre l’autoconservazione

In un commento su quel periodo, Chandler ha poi aggiunto: «È facile dare per scontato che il disastro faccia risaltare l’interesse personale. Noi abbiamo visto il contrario. Ovunque regnava la generosità. Ti dà speranza per il genere umano».

Nei giorni che seguirono la crisi, l’Assemblea di Los Angeles si richiamò agli scritti bahá’í sul modo in cui affrontare le difficoltà con fermezza e radiosità, per far sì che la luce della certezza sovrasti la paura – una guida che molti dicevano desse loro il coraggio di continuare a servire.

Gli incendi hanno lasciato profonde cicatrici sul paesaggio del Sud della California, ma hanno anche rivelato la forza silenziosa di vicini di casa che, con unità, preghiera e azione risoluta, imparano insieme a reagire alla crisi.

Come ha ribadito la signora Ho, «Nonostante le gravi perdite, i giorni successivi hanno portato alla luce qualcosa di prezioso: la natura superiore della gente tornava a risplendere. 

Persone estranee tra loro si sono abbracciate, si è pianto insieme ed è sgorgata la gentilezza. Speriamo che questo spirito continui a guidare la crescita dei nostri quartieri».

 Nei giorni successivi agli incendi, le riunioni devozionali tenutesi nelle comunità vicine hanno dispensato forza e speranza ai partecipanti e sostenuto l’opera di risanamento.