2 luglio 2025

Un nuovo podcast promuove il dialogo e la coesione

ROMA — Il verbo Intessere racchiude la parola essere ed è il titolo di una nuova serie di podcast dei bahá’í d’Italia che si propone di trattare il tema di determinate sfide sociali attraverso un atto semplice ma impegnativo: il dialogo.

Il nome è stato scelto per il suo duplice significato: simboleggia la raccolta delle diverse opinioni e mette al contempo in risalto un’analisi imperativa dell’identità umana che è alla base dell’iniziativa.

 Il verbo intessere racchiude la parola essere ed è il titolo di una nuova serie di podcast dei bahá’í d’Italia che si ripropone di trattare il tema di alcune sfide sociali attraverso un atto semplice ma impegnativo: il dialogo.

In ogni episodio alcuni attori della società civile, giornalisti e altri professionisti dei media vengono esortati a impegnarsi in discorsi profondi, costruttivi ed essenziali per la coesione sociale. La serie rappresenta uno degli aspetti del contributo in senso lato a quella che l’Ufficio descrive come l’evoluzione del discorso pubblico in Italia: si tratta di iniziative volte a sostenere non solamente posizioni specifiche, ma a elevare la qualità del dialogo stesso sulle sfide più urgenti della società.

La serie prende in esame temi stringenti, quali l’identità, l’educazione, l’uguaglianza, l’integrazione sociale e il ruolo dei media, argomenti scelti perché sono «profondamente interconnessi ed essenziali per comprendere come la nostra società possa diventare più coesa e unita», ha affermato Céline Gherardini, membro dell’Ufficio per le Relazioni esterne dei bahá’í d’Italia, in un’intervista al Bahá’í World News Service.

La serie è il frutto di anni dell’impegno, profuso dall’Ufficio per le Relazioni esterne e volto a contribuire al dibattito sull’armonia sociale, che riconosce la necessità di trattare con delicatezza questioni complesse.

«A differenza dei feed scorrevoli, i podcast consentono un dialogo più profondo e riflessivo, e creano uno spazio nel quale le persone possono approfondire la realtà con fiducia e speranza», ha affermato Céline Gherardini.

La puntata inaugurale della serie ha trattato proprio di giornalismo. Claudio Paravati, direttore della rivista Confronti, ha convenuto che la fiducia del pubblico nelle notizie è scarsa, ma ha ribadito l’indispensabilità del ‘mestiere’. «Sia il buon giornalismo che la buona governanza rappresentano le sfide essenziali del nostro tempo», ha osservato, tratteggiando uno stile di professionalità che rispetti la diversità di opinioni, vada alla ricerca di voci inascoltate e resista alla tentazione del sensazionalismo. Ha inoltre sostenuto che una narrazione piena di speranza non è ingenua; è l’impalcatura che prepara all’azione.

In un altro episodio, Mani Ndongbou Bertrand Honoré, Presidente del Coordinamento italiano delle Diaspore per la Cooperazione internazionale, ha parlato di come abbandonare la mentalità che considera le persone di provenienza diversa come beneficiarie passive dei programmi sociali, per poterle vedere come apportatrici di contributo al progresso sociale. Ha posto l’accento su tre valori essenziali: il riconoscimento reciproco al di là degli stereotipi, la responsabilità collettiva per il benessere della comunità e l’equo accesso alla partecipazione. Nel dibattito sono altresì stati valutati gli spazi inclusivi, in particolare quelli di base, dove ognuno possa contribuire al bene comune e trasformare le differenze da fonte di divisione in elemento di forza.

In un commento al News Service, la conduttrice della serie e membro dell’Assemblea Spirituale Nazionale dei Bahá’í d’Italia, Cristin Cappelletti, ha affermato che il podcast e le altre iniziative dell’Ufficio per le Relazioni esterne nascono «dal riconoscimento che il presupposto per una trasformazione sociale duratura è che si considerino non solo i sintomi, ma anche i sottostanti principi spirituali che guidano le vicende umane».

Cappelletti ha spiegato il modo in base al quale i principi spirituali possano elevare il dibattito pubblico: «L’Ufficio ha constatato che l’approfondimento di concetti spirituali, come la nobiltà intrinseca di ogni essere umano, il riconoscimento delle capacità morali di ogni essere umano e la libertà dai pregiudizi, aiuti a promuovere un dialogo che trascende le affiliazioni partitiche».

Quando al centro delle conversazioni vengono posti questi concetti, ha osservato, «può prendere forma un nuovo senso di identità, radicato nell’unità del genere umano».

«Il podcast nasce in un momento particolarmente importante per la nostra società», ha affermato Cappelletti. Negli ultimi due decenni, attraverso il dialogo intrattenuto dall’Ufficio con numerosi attori sociali, è stato rilevato che alcuni cambiamenti sociali significativi hanno sollevato interrogativi fondamentali sull’identità nazionale e sulla coesione sociale.

Intrecciando storie e spunti di riflessione, il podcast invita gli ascoltatori ad andare oltre l’osservazione passiva e a interagire con la realtà sociale in una maniera che metta in risalto il potenziale anziché gli ostacoli, le opportunità anziché i limiti.”

Céline Gherardini, Ufficio per le Relazioni esterne dei bahá’í d’Italia

«Uno dei temi che l’Ufficio sta prendendo in esame è quello della riconciliazione», ha soggiunto Cappelletti.

L’esperienza dell’Ufficio ha dimostrato che un dialogo profondo non si limita a mettere insieme i diversi punti di vista: richiede la creazione di un’atmosfera all’interno della quale i partecipanti possano basarsi sulle reciproche intuizioni per raggiungere una comprensione collettiva e concentrarsi sulle aspirazioni comuni. Questo approccio consultivo plasma sia il format del podcast che il suo obiettivo più ampio.

Gherardini ha spiegato: «Intrecciando storie e spunti di riflessione, il podcast invita gli ascoltatori ad andare oltre l’osservazione passiva e a interagire con la realtà sociale in una maniera che metta in risalto il potenziale anziché gli ostacoli, le opportunità anziché i limiti”.

Ha aggiunto: «L’obiettivo è promuovere un senso di scopo comune, grazie al quale le persone si sentano valorizzate nel partecipare alla creazione di una società più coesa e piena di speranza”.

I prossimi episodi tratteranno dell’uguaglianza tra donne e uomini e del ruolo che la religione può svolgere nel progresso sociale. In un panorama mediatico rapido nell’etichettare e nel dividere, Intessere si ripropone di presentare un’identità che sia meno confine e più un luogo di incontro attraverso il quale poter promuovere una società più coesa.