30 maggio 2025

A Haifa, nei giorni scorsi,140 persone rappresentanti tutte le diverse popolazioni e comunità religiose della città si sono riunite nel giardino di un edificio storico di via Haparsim per celebrarne il centenario della costruzione con una commemorazione che ha incarnato lo spirito di unità, da tempo caratteristica vitale di questa città. Residenti della zona, artisti, rappresentanti della società civile, leader religiosi e funzionari statali si sono ritrovati in un’atmosfera di amicizia che ha trasceso i confini a volte tracciati tra i diversi segmenti della società.

 L’edificio storico al numero 10 di via Haparsim fu originariamente progettato per accogliere i pellegrini che visitavano i luoghi santi bahá’í. Nel corso dei decenni ha ricoperto varie funzioni, quale sede della Casa Universale di Giustizia dopo la prima elezione nel 1963, e successivamente come Ufficio del Centro internazionale d’Insegnamento.

 Alcuni dei partecipanti riunitisi nel giardino dello storico edificio di Haparsim Street per celebrarne il centenario.

Nel suo discorso di apertura, Ariane Sabet, vicesegretario generale della Bahá’í International Community, ha sottolineato come l’incontro sia stato concepito non solo come una commemorazione, ma come un’espressione vivente dei principi che guidano l’impegno profuso dalla comunità bahá’í per il bene comune.

David Rutstein, segretario generale della Bahá’í International Community, ha parlato di come tali raduni rappresentino un invito a portare «gioia e felicità a tutti», riferendosi a questa citazione di ‘Abdu’l-Bahá: «fate che il vostro cuore sia pieno di amorevole gentilezza per tutti quelli che incontrate sul vostro cammino».

  Il raduno è stato caratterizzato da esibizioni musicali dal vivo.

  Presenti al raduno vi erano alcuni residenti della zona.

Nel suo intervento rivolto ai partecipanti, Shervin Setareh, anch’egli vicesegretario generale della Bahá’í International Community, ha dichiarato: «Se foste al posto dove mi trovo io, vedreste un microcosmo di Haifa. … È ognuno di voi che rende Haifa così speciale”.

Il sindaco Yona Yahav ha così espresso il suo apprezzamento per il modo in cui l’impegno della comunità bahá’í per l’unità ha arricchito il carattere della città, contribuendo al suo benessere. “[È una comunità che…] si adatta al carattere e al paesaggio della città, e che apporta un valore enorme”.

 All’incontro hanno preso parte alcuni funzionari governativi, tra i quali il sindaco di Haifa, Yona Yahav (al centro sulla destra), che è stato accolto da David Rutstein (al centro sulla sinistra), segretario generale della Bahá’í International Community.

Nelle interviste al News Service, i partecipanti hanno espresso le proprie considerazioni sull’incontro, rimarcando il fatto che l’atmosfera era arricchita dalla partecipazione dei volontari, provenienti da diverse parti del mondo, che prestano servizio presso il Centro Mondiale bahá’í.

L’arcivescovo Yousef Matta della Chiesa greco-melchita cattolica ha descritto “questo bellissimo mosaico di persone provenienti da tutto il mondo” come testimonianza che “ognuno porta un solo messaggio: il messaggio della vita, della dignità umana e della vera pace per tutti su questa terra”.

 All’incontro hanno partecipato in spirito di armonia i membri di diverse comunità religiose.

Letticia De Torre, del Movimento dei Focolari, ha parlato dell’importanza di creare spazi sociali dove le persone possano vivere nella pace e nell’amore. “Osservando tutte le persone che sono venute oggi, ho avvertito una felicità autentica”, ha affermato. “Le persone hanno avuto la possibilità di sperimentare, seppur brevemente, come potrebbe essere il mondo se vivessimo davvero in pace”.

 Gli ospiti hanno avuto l’opportunità di assistere a una serie di presentazioni con fotografie storiche dell’edificio e ad un’altra intitolata Flowers of One Garden (Fiori dello stesso giardino n.d.t.) che trattava del principio dell’unità del genere umano.

La professoressa Aliza Shenhar, presidentessa dell’Associazione di Storia di Haifa, cresciuta nei dintorni dei giardini bahá’í sul Monte Carmelo, ha commentato lo spirito della celebrazione. “È un tale piacere vedere persone diverse, colori diversi, punti di vista diversi, in pace”, ha detto. «Questo luogo, e i siti sacri bahá’í, sono i posti più tranquilli di Haifa».

 Residenti della zona, artisti, rappresentanti della società civile e persone di diversa provenienza si sono ritrovati in un’atmosfera di amicizia che ha trasceso i confini a volte tracciati tra i diversi segmenti della società.

L’evento è il primo di dei raduni annuali che si svolgeranno ad Haifa, a complemento di altri raduni bahá’í che hanno accolto persone di ogni provenienza a Gerusalemme e ad ‘Akká in uno spirito comune di gentilezza e amicizia.