I partecipanti al 49° convegno dell’ABS prendono in esame l’applicazione degli insegnamenti bahá’í a numerosi discorsi prevalenti sul benessere dell’umanità.
16 SETTEMBRE 2025
CALGARY, ALBERTA, Canada — In una sala conferenze dell’Università di Calgary, una giovane operatrice sanitaria stava descrivendo un momento di profonda consapevolezza. Da persona addestrata nel proprio campo a ricercare le cause occulte, mentre le famiglie puntavano sulla ricerca di determinati risultati medici al di là delle loro manifeste preoccupazioni, aveva fatto proprio un assunto fondamentale sulla natura umana: avvicinarsi agli altri con sospetto, guardarsi dalla manipolazione.
“Ricordo che a un certo punto mi sono chiesta: è questo l’orientamento che seguirei se fossi impegnata nelle attività di costruzione della comunità?”, ha osservato. “In realtà, no. Possiedo tutta un’altra serie di principi che davvero mettono in risalto la nobiltà dell’essere umano”.

Questa contrapposizione tra formazione professionale e convinzione spirituale rispecchia la ben più profonda ricerca che avviene all’interno dei circoli accademici e professionali di tutto il Nord America.
Il forum del 49° convegno annuale dell’Associazione per gli Studi Bahá’í ha visto riuniti circa 2.000 partecipanti per presentare la ricerca e per reinventare la gestione della conoscenza accademica stessa.


L’incontro di quattro giorni, tenutosi il mese scorso a Calgary, è servito come punto di convergenza per la crescente costellazione annuale di attività dell’Associazione. Nei primi due giorni, oltre 300 presenti hanno preso parte a 19 seminari tematici per una disamina mirata su argomenti che vanno dalla tecnologia e dalla sanità all’evoluzione e alla consapevolezza.

Valutare nuovi approcci alla ricerca accademica
Ciò che è emerso da questo incontro non è semplicemente un ulteriore approccio alla conoscenza accademica interdisciplinare, ma uno sguardo sulla potenziale validità di una ricerca accademica al servizio del progresso collettivo.
“Applicando sistematicamente i principi della consultazione, dell’unità nella diversità e dell’armonia tra scienza e religione, i partecipanti hanno creato spazi nei quali il rigore intellettuale e la visione spirituale intuitiva si rafforzano e si alimentano piuttosto che competere l’uno con l’altra”, ha dichiarato Todd Smith, membro del comitato esecutivo dell’Associazione.


Al centro di questo peculiare orientamento c’è l’applicazione della consultazione sia come principio spirituale che come approccio alla ricerca collaborativa.
Selvi Adaikkalam Zabihi, membro del comitato dell’Associazione per le iniziative di collaborazione, ha dichiarato: “Quando, in un certo campo, si cerca di esaminare una serie di ipotesi che possono essere implicite e che nessuno ti ha mai prospettato, risulta veramente utile essere in grado di attingere al potere che deriva dall’unione di prospettive diverse, essere in grado di consultarsi e cercare la verità collettivamente anziché da soli.
“Le nostre prospettive individuali sono sempre così limitate”, ha continuato Zabihi. “Traiamo vantaggio dalla possibilità di connetterci con altre menti e altre esperienze”.

Se, in un certo senso, la ricerca accademica ha a lungo valorizzato un dibattito rigoroso e la verifica delle idee, i partecipanti hanno descritto la consultazione come un approccio integrativo, una ricerca collettiva della verità che genera ciò che un relatore ha definito come “sentimento di amicizia” attraverso diverse prospettive accademiche e migliora la ricerca accademica. “L’osservazione collettiva della verità in un gruppo di persone si è dimostrata efficace nel produrre idee più valide e fruttuose”, ha detto la neuroscienziata Tara Raam. “Quando si giunge all’incontro di menti diverse in uno spirito di vera ricerca, gli spunti di riflessione che ne scaturiscono superano spesso ciò che qualsiasi prospettiva singola potrebbe raggiungere da sola”.
Questo approccio consultivo ha fatto sì che avvenisse una collaborazione senza precedenti in settori tradizionalmente divisi. Andrea Robinson, medico di terapia intensiva e facilitatrice del seminario sulla salute e l’assistenza sanitaria, ha dichiarato: “Professionisti con diverse tradizioni mediche e gruppi che spesso si trovano in disaccordo in altri contesti si sono riuniti per esaminare, attraverso la lente dei principi spirituali, i presupposti fondamentali dell’assistenza sanitaria”.

In tutti gli spazi di approfondimento dell’Associazione, il principio bahá’í dell’armonia tra scienza e religione è stato al centro del dibattito, vale a dire, il modo in cui i principi spirituali possano ampliare piuttosto che limitare la ricerca accademica, offrendo nuove prospettive su sfide epocali.
La dottoressa Raam, facilitatrice delle sessioni sull’evoluzione e la coscienza, ha descritto come il suo approccio alle neuroscienze sia stato plasmato da questo principio: “La scienza e la religione sono corpi complementari di conoscenza e pratica che si informano a vicenda e si rafforzano a vicenda. Le intuizioni che generiamo attraverso la scienza, attraverso lo studio del mondo fisico, possono informarci e aiutarci a comprendere meglio i principi spirituali. E allo stesso modo, i principi e gli insegnamenti spirituali possono plasmare il genere delle questioni di ricerca che ci interessano”.

Applicare i principi in tutte le discipline
La comprensione della conoscenza accademica da parte dell’Associazione va ben oltre l’integrazione di un “linguaggio spirituale” con strutture esistenti o la considerazione della fede come un compartimento separato che affianca il lavoro professionale.
«Lo scopo di questa Associazione è di approfondire l’applicazione degli insegnamenti bahá’í a un’ampia serie di discorsi prevalenti riguardanti il futuro e il benessere dell’umanità», ha detto Shabnam Koirala-Azad, anch’egli membro del comitato esecutivo dell’Associazione. «Le persone si riuniscono per poter leggere la realtà delle loro professioni, delle loro discipline, per pensare veramente ai punti di convergenza e per correlarli ai principi bahá’í».

In un seminario sulla tecnologia, i partecipanti si sono confrontati su come le comunità potrebbero acquisire maggiore autonomia nelle scelte tecnologiche che influenzano le loro vite. In un altro sulla biblioteconomia, hanno analizzato come le concezioni della natura umana modellano l’accesso alle informazioni. Nel seminario sulla salute, hanno esaminato se i modelli attuali tengono adeguatamente conto delle dimensioni spirituali della guarigione. In un altro seminario sul tema della riconciliazione, i partecipanti hanno esaminato come la consultazione e la saggezza indigena possano portare a un dialogo costruttivo e all’indagine.
Al termine del convegno, i partecipanti si sono ritrovati galvanizzati ed entusiasti di poter continuare le loro fruttuose ricerche nei numerosi forum che nasceranno nel corso del prossimo anno.
Sul sito web dell’ABS è disponibile una selezione delle registrazioni di alcune sessioni plenarie del convegno di quest’anno.






