22 luglio 2025

ADDIS ABEBA — Una nuova dichiarazione rilasciata dall’ufficio di Addis Abeba della Bahá’í International Community (BIC) prende in esame le enormi potenzialità delle comunità religiose nel promuovere in tutta l’Africa l’armonia tra popolazioni diverse e nel guidare una significativa trasformazione sociale.

La dichiarazione, intitolata “Il ruolo delle religioni e degli operatori d’ispirazione religiosa nel promuovere la prosperità spirituale e materiale nel continente africano“, fa appello a una cooperazione più profonda tra le comunità religiose per rispondere alle pressanti sfide sociali che affliggono il continente.

«La prospettiva bahá’í vede lo scopo fondamentale della religione nella promozione dell’unità e nel progresso sia spirituale che materiale della civiltà», ha affermato Shemona Moonilal, rappresentante dell’ufficio di Addis Abeba.

La dichiarazione mette in risalto la posizione unica degli attori religiosi nel dare un contributo significativo al raggiungimento degli obiettivi congiunti dei governi, della società civile e di altri movimenti, soprattutto in considerazione dell’importanza della fede nella vita di molte persone in tutta l’Africa.

Solomon Belay, anch’egli rappresentante dell’Ufficio, ha dichiarato: «Il dialogo interreligioso deve trascendere lo scambio di informazioni e la creazione di relazioni, e muoversi verso un’azione unitaria che attesti il potere trasformativo della religione».

La sua tesi indica che questa azione unitaria scaturisce quando le comunità religiose riconoscono che le sfide alle quali la società si trova di fronte non sono semplicemente problemi tecnici con soluzioni tecniche, ma sintomi di malesseri spirituali più profondi che possono essere trattati solo mediante l’applicazione dei principi spirituali.

Anziché confrontarsi con i problemi sociali in modo isolato, la collaborazione interreligiosa è in grado di porre rimedio alle cause primarie: la mancanza di giustizia, la preponderanza dei pregiudizi e l’incapacità del genere umano di riconoscere la propria essenziale unità.

Il dottor Belay ha affermato: «Quando le diverse tradizioni religiose si riuniscono non solo per discutere le loro differenze e i loro punti in comune, ma anche per applicare le loro comuni intuizioni spirituali a sfide concrete, avviene qualcosa di profondo.

«Le comunità cominciano a rendersi conto che una prosperità sostenibile, sia materiale che spirituale», ha continuato, «nasce dalla promozione di qualità come l’affidabilità, la generosità e il servizio al bene comune, qualità che costituiscono le basi durature sia per solidi legami di amicizia che per il progresso collettivo».

Moonilal ha aggiunto: «Quando i leader religiosi assumono un ruolo attivo nel guidare e nel sostenere le iniziative interreligiose, e quando questo impegno viene espresso da un’unica voce, le possibilità sono enormi».

La dichiarazione, tuttavia, mette in guardia dal rischio che le iniziative interreligiose si rivelino dispersive o di parte. «L’impegno spirituale è un elemento essenziale affinché i gruppi interreligiosi diventino efficaci promotori di un risanamento delle divisioni e di un incoraggiamento all’azione collettiva», ha affermato Lyndah Mwangi, collaboratrice dell’Ufficio.

Ha aggiunto: «Il dialogo e le interazioni cordiali che si verificano a livello internazionale e continentale tra i vari leader religiosi devono avvenire a livello di base, sia all’interno delle comunità di fede locali che tra di esse».

La dichiarazione rispecchia gli spunti di riflessione raccolti nel corso degli anni dalla partecipazione dell’Ufficio al dialogo interreligioso e rientra nel contributo costante della BIC al dibattito sulle possibilità di collaborazione tra le comunità religiose per affrontare le sfide, attingendo al contempo alle proprie immense risorse spirituali.

La dichiarazione recentemente rilasciata dall’ufficio di Addis Abeba della Bahá’í International Community (BIC) invita a una più profonda collaborazione tra le comunità religiose per affrontare le urgenti sfide sociali che affliggono il continente.