LE TERRAZZE DI NOTTE
In occasione della quinta edizione dell’evento “Le terrazze di notte”, persone di diverse estrazioni e provenienze sono affluite sulle terrazze illuminate che portano al Mausoleo del Báb sul Monte Carmelo.
11 ottobre 2026
Al calar della notte, sul Monte Carmelo, le luci delle terrazze hanno illuminato la cupola del Mausoleo dei Báb e i vialetti che attraversano i giardini. Il Mausoleo illuminato si stagliava come un faro e al contempo punto di confluenza per la varietà di persone arrivate per l’evento “Le terrazze di notte”. Molte di loro si sono pronunciate sul significato della luce: quanto possa essere d’ispirazione, risollevare il cuore ed ergersi a simbolo di speranza.
Nel corso delle due serate, quasi 10.000 tra residenti, visitatori internazionali, autorità, bambini e famiglie di diverse provenienze linguistiche, etniche e religiose si sono ritrovati per godersi appieno la serenità del momento. Hanno passeggiato per i giardini sotto maestosi cipressi e ammirato la vegetazione ravvivata da buganvillee di varie tonalità di colore. Molti sono entrati nel Mausoleo per pregare o per trascorrere alcuni momenti in silenziosa contemplazione.

«Il Báb, il Profeta-Araldo della Fede bahá’í, sopportò lunghi periodi di prigionia, a volte privato persino della luce di una lampada,» ha detto Ariane Sabet, vicesegretaria generale della Bahá’í International Community. «Oggi, il Suo Mausoleo risplende… e quello spirito di unità e gioia appare evidente sui volti sia dei visitatori che degli ospiti.»
“Le terrazze di notte” si è tenuto per la prima volta nel 2019 in onore del bicentenario della nascita del Báb. Tjireya Tjitendero, consigliere anziano della Bahá’í International Community, in un suo commento sull’evento, ha detto che esso offre «un momento di elevazione» e sta diventando «un’esperienza preziosa per chi si mette in viaggio da vicino e da lontano per essere presente.»


Sia all’ingresso superiore che a quello inferiore delle terrazze, le postazioni artistiche hanno invitato ospiti di ogni età a realizzare opere sui temi dell’illuminazione, della speranza e della pace.

Shai e Dafi, residenti a Haifa, hanno parlato di quanto sia stato commovente vedere persone diverse trovare un terreno comune. Dafi ha detto: «È davvero incoraggiante condividere qualcosa di bello con la gente.» Shai ha aggiunto: «Mi dà tanta speranza vedere qui l’unità e la diversità.»
Eman, residente a ‘Akká, ha parlato del profumo delle rose nell’aria e della meravigliosa varietà di alberi tutt’attorno. «Oggi tutta la città di Haifa è illuminata,» ha detto. «Davvero mi sono piaciute tantissimo le luci e l’atmosfera perché mi danno speranza.»



Nadi, un giovane che aveva invitato anche la madre a partecipare, si è così espresso: «I luoghi che valorizzano questo tipo di bellezza mi ricordano che siamo qui per lo stesso scopo: amare, unirsi, riconciliarsi e procedere oltre verso la luce e la grazia.»



«Stanotte c’è quiete nell’aria,» ha commentato Tunes, venuta da Tel Aviv per esser presente. «Quando un giardino così bello brilla nella notte, puoi vedere la bellezza nell’oscurità… porta luce al cuore».
Parlando del tema dell’illuminazione, David Freeman, rappresentante della Bahá’í International Community, ha detto: «Siamo attratti dalla luce. La luce è per noi fonte d’ispirazione. Ci eleva.» Ha inoltre ricordato che la luce può parlare alla parte profondamente umana di noi che rivela le aspirazioni spirituali comuni a tutti gli esseri umani, malgrado le loro differenze.



Come previsto dal programma, gli ospiti hanno assistito alla proiezione del film “Vineyard of the Lord” (La vigna del Signore) che offre un quadro della storia e degli insegnamenti della Fede bahá’í, oltre a una panoramica dei Luoghi santi bahá’í nell’area di ‘Akká-Haifa.


Il sindaco di Haifa, Yona Yahav, ha dichiarato: «I Giardini bahá’í sono ben più che uno tra i bellissimi e noti monumenti di Haifa. Sono parte integrante dell’identità della città e della sua storia straordinaria. Ho incontrato migliaia di visitatori venuti per godere della bellezza mozzafiato dei giardini illuminati e dell’atmosfera speciale di questo luogo.»

Ha aggiunto che «Haifa è una città dove convivono una a fianco dell’altra diverse religioni, culture e comunità», e che questo evento ne è stato «uno specchio fedele».










