8 agosto 2024

In una nuova dichiarazione rilasciata dall’Ufficio di New York della Bahá’í International Community (BIC) viene analizzato l’enorme potenziale dei giovani nel promuovere la trasformazione della società e nel contribuire a una società globale in continuo progresso.

La dichiarazione, intitolata “In the Vanguard: The Role of Youth in an Ever-Adencing Global Society” (In prima linea: il ruolo dei giovani in una società globale in continuo progresso), sollecita una riconsiderazione del modo in cui i giovani vengono percepiti e coinvolti dalle comunità e dalle istituzioni e ha l’obiettivo di creare le condizioni che consentano il fiorire delle loro capacità.

“Nei giovani di tutto il mondo è presente un immensa riserva di capacità in grado di far progredire una trasformazione costruttiva della società”, ha osservato Cecilia Schirmeister, rappresentante della BIC presso l’ufficio di New York.

Rifacendosi all’esperienza mondiale dell’opera bahá’í di costruzione di comunità, la signora Schirmeister ha soggiunto: “I giovani possiedono questo potenziale indipendentemente dalla provenienza o dalla situazione personale. Il desiderio di apportare un cambiamento positivo e la capacità di rendere un servizio importante per il bene comune sono caratteristiche dei giovani in tutto il mondo”.

Quando questo potenziale viene riconosciuto e coltivato, i nuovi modelli di interazione generazionale che ne scaturiscono consentono ai giovani di prendere il posto che loro compete nel portare avanti il lavoro di chi li ha preceduti e nell’assistere coloro che sono più giovani di loro e cercano di contribuire al progresso sociale.

La dichiarazione mette in risalto il modo in cui i programmi di educazione morale e spirituale bahá’í sostengono la convinzione dei giovani «che un mondo pacifico e giusto è possibile… che un cambiamento profondo per il miglioramento della società può essere promosso consapevolmente, e che la capacità di raggiungere una nobiltà spirituale è insita nello spirito umano”.

La partecipazione a questi programmi ha aiutato i giovani a proteggersi da forze che, si legge nella dichiarazione, “[tendono] a manipolare il loro senso di identità in base ad interessi acquisiti da terzi: ad esempio, coloro che li definirebbero sostanzialmente come consumatori da soddisfare, elettori da convincere o spettatori da intrattenere”.

Liliane Nkunzimana, anch’essa rappresentante dell’Ufficio di New York, ha spiegato che,quando i giovani vengono aiutati ad approfondire i temi dello scopo morale attraverso i programmi educativi bahá’í, «mostrano una notevole capacità nel superare i momenti di crisi, nel rimanere scevri dal cinismo e dall’amarezza in tempi difficili e nel mantenere la speranza e la gioia anche nelle avversità».

La signora Nkunzimana ha aggiunto: “Queste qualità consentono ai giovani di portare avanti l’opera volta al cambiamento sociale non solo per qualche anno, ma per tutta la vita”.

La BIC cita nella sua dichiarazione diverse persone impegnate nel lavoro di costruzione di comunità, tra queste un giovane dello Zambia che ha esposto le proprie riflessioni sulle implicazioni in senso lato dell’atteggiamento della società nei confronti dei giovani: “La maniera nella quale una comunità vede i giovani è un riflesso della comunità stessa.

“Se la comunità non ha una visione di sé stessa, nessun senso di direzione, allora i giovani saranno visti come una minaccia, la causa dei reati, e così via. Ma se esiste il senso del futuro nella comunità, un senso di direzione e di progresso, allora i giovani sono visti come risorse. Sono visti come l’energia che condurrà la comunità verso la propria destinazione”.

Qui potete visualizzare la dichiarazione della BIC.