1° agosto 2024
L’ultimo podcast presenta alcune storie tratte dalla recente dedicazione della Casa di culto bahá’í, che si staglia come simbolo di unità e progresso.
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PORT MORESBY, Papua Nuova Guinea – Nell’ultimo episodio del Bahá’í World News Service, attraverso l’ascolto dei racconti di prima mano di tre partecipanti allo storico evento, veniamo trasportati alla dedicazione della Casa di culto bahá’í della Papua Nuova Guinea (PNG).
Julie Joekari, membro dell’Assemblea Spirituale Nazionale dei bahá’í della Papua Nuova Guinea e ospite del podcast, ha raccontato un’ispirante storia di alcuni giovani di una comunità molto distante, che hanno raggiunto la capitale Port Moresby in tempo per l’inaugurazione del tempio dopo un cammino durato sei giorni.
“Con tutto il cuore, questi giovani… volevano essere presenti alla dedicazione e ce l’hanno fatta nonostante le difficoltà. Sono arrivati radiosi e felici”, ha detto la Joekari.
Emily Kasei, che presta servizio nella comunità a livello regionale, ha posto l’accento sull’impegno collettivo e sulle consultazioni svoltesi in tutto il Paese in preparazione alla dedicazione. Ha inoltre illustrato in che modo alcune comunità, impossibilitate a inviare tutti i membri, ne abbiano scelto alcuni a rappresentarle.
“Li hanno abbracciati, gli hanno baciato gli occhi, dicendo: ‘Qualunque cosa vedete voi, la vediamo anche noi'”, ha raccontato la Kasei.
Jalal Mills, membro del Corpo dei Consiglieri dell’Australasia, ha riflettuto sul modo in cui sia culminato nella nascita del tempio il lavoro svolto dai bahá’í della Papua Nuova Guinea negli ultimi decenni per promuovere comunità pacifiche attraverso l’applicazione di principi spirituali – come la giustizia, l’unità del genere umano e l’uguaglianza tra donne e uomini.
“Ci riferiamo al cammino percorso dagli amici per essere presenti a questa dedicazione e al fatto che sono costantemente in cammino. Tutti questo impegno nasce dall’amore”, ha detto Mills. “Il viaggio continua mentre noi pensiamo a come la Casa di culto possa continuare a diventare parte integrante della vita della comunità”.
Alla fine del podcast, la Kasei afferma: “È uno straordinario simbolo spirituale di unità e riunisce tutta la gente e tutte le religioni. Questo diventa il nostro modo di agire, la nostra cultura”.