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Liberati sei baha’i imprigionati dagli Houthi nello Yemen

BIC GINEVRA – La Baha’i International Community ha appena confermato che sei eminenti baha’i sono stati rilasciati dal carcere dopo essere stati ingiustamente detenuti per diversi anni dalle autorità Houthi a Sana’a, Yemen. I sei bahai, il signor Hamed bin Haydara, i signori Waleed Ayyash, Akram Ayyash, Kayvan Ghaderi, Badiullah Sanai e Wael al-Arieghie, si trovano in un luogo sicuro dove potranno riprendersi dopo aver sopportato condizioni estremamente difficili per periodi da tre a quasi sette anni di carcere. Dopo il loro rilascio, la Baha’i International Community ha chiesto la revoca di tutte le accuse nei confronti di queste sei persone e degli altri baha’i accusati, la restituzione dei loro beni e proprietà e, soprattutto, la salvaguardia per tutti i baha’i nello Yemen del diritto di vivere secondo le proprie convinzioni religiose senza rischi di persecuzione.

Adottare nuove politiche agricole per risolvere alcuni fattori che influenzano le migrazioni, dice la BIC di Bruxelles

BRUXELLES – Di fronte all’arrivo di migranti e richiedenti asilo, spesso i Paesi adottano misure come il controllo delle frontiere e le quote di immigrazione, che tendono a risolvere problemi immediati. Negli ultimi anni, tuttavia, si sta sempre più arrivando a capire che occorre una visione a lungo termine che tenga conto delle cause che danno origine alle migrazioni. L’Ufficio di Bruxelles della Baha’i International Community (BIC) ha raccomandato di concentrarsi sui fattori che influenzano le migrazioni e ha incoraggiato a riflettere su di essi. L’Ufficio ha creato alcuni spazi di discussione, come il Centro comune di ricerca della Commissione europea, per esaminare con i politici e le organizzazioni della società civile alcuni di questi fattori.

Pubblicati nel “Baha’i World” due articoli sulla migrazione e sullo stress esistenziale

CENTRO MONDIALE BAHA’I – Due nuovi articoli sono usciti oggi nella pubblicazione online The Baha’i World, che ha programmato una serie di articoli sul tema del benessere e del progresso dell’umanità, nel contesto dell’attuale pandemia. “Ripensando la migrazione da un punto di vista globale” esamina il rapporto tra la trasformazione sociale e il movimento delle popolazioni umane all’interno del proprio Paese e al di là dei suoi confini. L’articolo mette in luce alcune idee tratte dagli insegnamenti baha’i e dalle scienze sociali nell’intento di consentire una maggiore comprensione di un fenomeno globale che riguarda praticamente ogni società.

Una Cattedra per la pace chiede ai ricercatori: «Che cosa abbiamo imparato dalla crisi sanitaria?»

COLLEGE PARK, Maryland, Stati Uniti – Negli ultimi mesi, la pandemia ha colpito milioni di persone con malattie, difficoltà economiche e altre crisi e nello stesso tempo ha suscitato l’eroica risposta di persone di ogni estrazione sociale, in particolare lavoratori in prima linea. Questi tempi senza precedenti hanno anche stimolato profonde discussioni sul progresso sociale. In aprile, la Cattedra baha’i per la pace mondiale presso l’Università del Maryland ha invitato alcuni ricercatori a scrivere articoli per una serie intitolata “Apprendimenti durante la pandemia COVID-19”.

I baha’i della Papua Nuova Guinea rilasciano dichiarazione sul tema dell’accresciuta violenza di genere nella società

PORT MORESBY, Papua Nuova Guinea – Dopo una recente serie di tragici eventi, in Papua Nuova Guinea si sono intensificati gli appelli pubblici per porre fine alla violenza contro le donne. L’Assemblea Spirituale Nazionale dei baha’i del Paese ha rilasciato una dichiarazione sulla parità fra donne e uomini, esprimendo una preoccupazione globale che si è esacerbata durante la pandemia. Pubblicata su un quotidiano nazionale e sui social media, la dichiarazione stimola conversazioni costruttive nella capitale, Port Moresby e altrove.

Presentato il progetto del primo Tempio baha’i nella Repubblica Democratica del Congo

KINSHASA, Repubblica Democratica del Congo – Il progetto della Casa di culto nazionale baha’i che, dopo molte aspettative, sarà costruito nella Repubblica Democratica del Congo è stato presentato oggi con un annuncio online dell’Assemblea Spirituale Nazionale dei baha’i del Paese. «I baha’i del Paese aspettavano con trepidazione questo momento», afferma Lavoisier Mutombo Tshiongo, segretario dell’Assemblea Spirituale Nazionale baha’i. «Facciamo questo nuovo passo verso la costruzione della nostra prima Casa di culto, qui nel cuore del continente africano, con grande determinazione, dando un nuovo impulso a tutto ciò che stiamo facendo per servire la nostra società».

Un villaggio nepalese si occupa di agricoltura come strategia a lungo termine

MOTIBASTI, Nepal – Dato che molti lavoratori migranti sono ritornati a casa durante la pandemia, l’Assemblea Spirituale Locale baha’i di Motibasti, nel Nepal, sta pensando a che cosa essa possa fare per migliorare la capacità della comunità di produrre il proprio cibo. «Ora ci sono molte ONG e agenzie che stanno aiutando la gente a soddisfare i propri bisogni immediati», ha affermato Hemant Prakash Budha, membro dell’Assemblea Spirituale Locale. «Ma l’Assemblea si rende conto che si può pensare a soluzioni a lungo termine. Questo villaggio ha la terra e le capacità necessarie per produrre il cibo. Ma per riuscire a farlo è necessario occuparci di agricoltura come comunità».

Una dichiarazione sul pregiudizio razziale stimola un’importante conversazione negli Stati Uniti

Chicago, Stati Uniti – Una dichiarazione pubblica sui pregiudizi razziali e sui principi spirituali essenziali per il progresso verso la pace diramata giorni fa dall’Assemblea Spirituale Nazionale baha’i degli Stati Uniti ha già stimolato un’importante riflessione in tutto il Paese. La dichiarazione arriva in un momento in cui recenti tragedie e una lunga storia si sono intrecciate portando alla ribalta negli Stati Uniti e in tutto il mondo il razzismo contro i neri e altre forme di pregiudizio.

In tempi di crisi il peculiare ruolo degli insegnanti viene alla luce

BANGUI, Repubblica Centrafricana – Le limitate possibilità di accedere al web in alcune regioni del mondo non ha impedito ad alcuni educatori di proseguire di far scuola durante la pandemia. Le scuole comunitarie di ispirazione baha’i in questi luoghi hanno trovato modi creativi per adattarsi alle circostanze e soddisfare le esigenze educative dei loro studenti.

In Africa: mentre si costruisce un tempio, cresce l’attesa per un altro

MATUNDA, Kenya – Sebbene si trovino in fasi di sviluppo molto diverse, i siti destinati alle Case di culto baha’i nel Kenya e nella Repubblica...