BIC BRUXELLES

12 agosto 2026

Negli ultimi anni in Europa è cresciuto il riconoscimento del fatto

che i giovani debbono avere voce nelle politiche che condizionano la loro vita. La

nuova dichiarazione dell’Ufficio di Bruxelles della Bahá’í International Community

(BIC), diffusa mentre l’Unione Europea sta elaborando una nuova Strategia per i

Giovani, pone il quesito su cosa significherebbe andare oltre: vedere i giovani come

protagonisti non solo ascoltati, ma anche responsabili della vita delle loro comunità.

Intitolata “Protagonisti del progresso sociale: il ruolo insostituibile dei giovani in

Europa”, la dichiarazione recentemente pubblicata è un contributo al dibattito che da

diversi anni l’Ufficio di Bruxelles promuove con le istituzioni europee e altri attori

sociali, per esempio gli incontri con alcuni parlamentari europei, la partecipazione alla

Settimana Europea della Gioventù e alle tavole rotonde organizzate dall’Ufficio stesso,

e il recente workshop che ha visto riunito Comuni del territorio e organizzazioni

giovanili.

In un’intervista al News Service, Alessandro Benedetti, rappresentante dell’Ufficio, ha

rilevato che l’idea dei giovani come attori sociali fondamentali è già ampiamente

condivisa. “Viene citata a diversi livelli dai decisori politici europei. Ma tradurre davvero

tutto questo in realtà è un compito molto più arduo.”

La questione, ha lasciato sottintendere, è a che punto entrano nel processo i giovani.

“Aggiungere un posto a tavola affinché i giovani possano dar voce alle proprie idee è

una dimensione reale della partecipazione”, ha detto. “Ma è molto diverso dal dire che

i giovani devono essere i protagonisti di un processo di avanzamento sociale e

partecipare a una reinterpretazione della società stessa.”

La dichiarazione della BIC mette in risalto che la partecipazione intesa come

coinvolgimento nei processi istituzionali e politici non può, da sola, attingere al

potenziale esistente tra milioni di giovani europei: la capacità di ognuno di essi di

contribuire in modo significativo alla società.

Nella dichiarazione vengono segnalate due condizioni che permettono a questa

capacità di trovare espressione. Rifacendosi all’esperienza della comunità bahá’í, la

dichiarazione descrive i processi educativi che permettono ai giovani di tradurre in

azione i principi morali ed etici, di analizzare la società e le sue possibilità, e di

associare lo studio ad atti di servizio.

“Tali processi fanno ben più che sviluppare la capacità di incidere sulle cose,” si

afferma, “essi forniscono anche l’orientamento morale che permette ai giovani di

indirizzare quella capacità verso il progresso del bene comune.”

La seconda condizione è che i settori che plasmano la vita dei giovani, siano essi educativi, civili, sociali o quelli dei

media, ne rafforzino il ruolo da protagonisti piuttosto che presentarli come consumatori o utenti.

Vengono indicati quattro ambiti nei quali il contributo dei giovani è insostituibile:

rafforzare la vita comunitaria e le relazioni intergenerazionali, costruire l’unità sociale

trasversalmente alla diversità europea, reinventare il rapporto della società con i media

e la tecnologia, ed elaborare sistemi multilaterali fondati sull’unità del genere umano.

Benedetti ha osservato che, ad ogni livello, le capacità richieste da questi contributi

vengono dapprima sviluppate sotto casa.

“A prescindere dalla portata dell’iniziativa, la partecipazione alla vita della società

nasce a livello locale,” ha detto.

“La BIC sta imparando ad elaborare questo contributo tratto dall’esperienza di migliaia

di giovani che stanno affrontando le sfide nelle loro realtà,” ha aggiunto Benedetti. “Le

capacità che essi sviluppano — comprendere la propria realtà, conoscere le forze in

gioco nella società e riunire persone diverse — sono le stesse di cui il continente ha

bisogno.”

La dichiarazione, che può essere visualizzata qui, si basa sull’impegno incessante

della BIC per contribuire al discorso sul ruolo che i giovani svolgono nel progresso

della società.