22 marzo 2025

L’Ufficio di Bruxelles della Bahá’í International Community (BIC) ha rilasciato una dichiarazione contenente diversi principi che, a suo avviso, potrebbero informare le politiche dell’Unione Europea (UE) e gli approcci sociali alla lotta contro il razzismo.

La dichiarazione, intitolata “Verso una strategia antirazzista nell’Unione Europea”, arriva nel momento in cui l’UE sta prendendo in considerazione la prossima fase del proprio impegno contro il razzismo, a pressoché cinque anni dal lancio del primo piano d’azione antirazzismo 2020-2025. Quel piano venne adottato sulla scia delle manifestazioni a livello mondiale del 2020 che chiedevano la giustizia razziale.

La dichiarazione della BIC pone l’accento sulla necessità di un cambiamento più radicale, poiché il razzismo rimane uno degli ostacoli al progresso sociale più urgenti da rimuovere. “Senza la sincera accettazione del principio che l’umanità è indivisibile, la perpetuazione di arbitrarie e immaginarie divergenze – del ‘noi’ contro ‘loro’ – continuerà ad aggravare la frammentazione della società”, si legge nella dichiarazione nella quale si afferma altresì che i provvedimenti puramente punitivi, per quanto necessari, non risolveranno le cause alla radice del razzismo.

Rachel Bayani dell’Ufficio di Bruxelles, in un’intervista al News Service, ha spiegato che un cambiamento duraturo richiede ben più che i soli quadri normativi. “C’è bisogno di politiche trasformative che promuovano una comprensione più profonda dell’identità collettiva del genere umano, e ciò presuppone la partecipazione di tutti”.

La dichiarazione mette in guardia contro le narrazioni eccessivamente semplicistiche che potrebbero involontariamente aggravare le divisioni esistenti e indica le diverse e importanti proporzioni di un’efficace strategia antirazzista, tra le quali la necessità di politiche trasformative, partecipazione universale, collaborazione comunitaria e approcci educativi che promuovano l’impegno verso l’umanità intera.

Richiamandosi all’esperienza derivante dall’impegno bahá’í per la costruzione di comunità in tutto il mondo, Rachel Bayani ha osservato che i quartieri svolgono un ruolo vitale nelle iniziative volte a promuovere l’unità sociale.

“Nelle comunità locali, quando la gente si riunisce per lavorare su un obiettivo comune, vale a dire qualcosa che serve al benessere di tutti, si creano opportunità naturali per essere in sintonia, imparare dalle reciproche esperienze e rafforzare i legami di fiducia”, ha affermato. “È attraverso questo tipo di interazioni significative che può radicarsi una comprensione più profonda della nostra umanità comune”.

La dichiarazione mette in evidenza il modo in cui questo processo di trasformazione debba coinvolgere tutti i segmenti della società, con particolare attenzione ai giovani come catalizzatori del cambiamento, e afferma: “La loro innata capacità di essere agenti attivi del cambiamento e di guidare queste iniziative dovrebbe essere alimentata e incoraggiata senza riserve. I giovani devono essere in prima linea nelle iniziative per promuovere nuove relazioni a livello di base tra le diverse popolazioni. Se adeguatamente sostenuti, i giovani hanno una capacità notevole nel riunire le persone, organizzando e impegnandosi in attività che migliorano il benessere di intere comunità”.

La signora Bayani ha inoltre sottolineato che coltivare questo potenziale significa garantire che i giovani siano inclusi in modo significativo negli spazi in cui vengono prese le decisioni importanti. “L’impegno nel coinvolgimento di giovani di varia estrazione nel plasmare il futuro dell’Europa è fondamentale, un futuro in cui ogni giovane, indipendentemente dalla propria provenienza, provi un senso di responsabilità e possa contribuire attivamente alla costruzione di una società più giusta e unita”, ha dichiarato.

Qui potete visualizzare la dichiarazione, che rientra nell’ambito dell’incessante impegno della BIC per contribuire al dibattito sull’armonia sociale.