16 febbraio 2025
CITTA’ DEL MESSICO — L’Ufficio per le Relazioni pubbliche dei bahá’í del Messico ha collaborato all’organizzazione di una serie di tavole rotonde che ha visto riunite diverse voci del governo, del mondo accademico, delle comunità religiose e della società civile, per un’analisi su come il riconoscimento della natura spirituale degli esseri umani possa aiutare ad affrontare le radici della violenza e rafforzare la coesione sociale.
«Abbiamo bisogno di trovare modi diversi di relazionarci gli uni con gli altri, modi che non alimentino cicli di violenza», ha affermato Carlos Ceballos, capo del Dipartimento di Teologia dell’Università La Salle e partecipante a un recente forum di discussione organizzato dall’Ufficio per le Relazioni pubbliche.
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Rappresentanti del governo, delle comunità religiose, dei media, della società civile e del mondo accademico a una tavola rotonda ospitata dall’Ufficio per le Relazioni pubbliche dei bahá’í del Messico per una disamina del cammino verso l’armonia sociale.
Negli ultimi due anni, questi forum hanno offerto agli attori sociali l’opportunità di esaminare come l’applicazione di principi spirituali – quali l’uguaglianza tra donne e uomini, la giustizia e l’unità del genere umano – a livello di quartiere possa creare ambienti in cui i modelli costruttivi di interazione sostituiscono quelli che perpetuano il conflitto.
I dibattiti vengono arricchiti dagli spunti di riflessione che scaturiscono dai programmi bahá’í di educazione morale e spirituale, grazie ai quali i giovani di tutto il Messico scoprono la propria capacità di contribuire alla trasformazione sociale servendo le loro famiglie e i loro vicini.
«Quello che stiamo vedendo a livello di base», spiega Oscar Covarrubias dell’Ufficio per le Relazioni pubbliche, «è che quando i giovani riconoscono la propria natura spirituale e la capacità di servire gli altri, essi diventano protagonisti di un cambiamento positivo nelle loro comunità».
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Lo spirito di servizio coltivato tra i giovani e il suo potere di trasformare i quartieri ha attirato l’attenzione degli attori sociali alla ricerca di nuove prospettive sulla prevenzione della violenza.
Dal 2023, questi dibattiti sono divenuti sempre più frequenti fino a coinvolgere una cerchia sempre più ampia di funzionari governativi e altri attori sociali che trattano questi temi.
Un punto chiave dei dibattiti è stato il modo in cui i giovani stanno sviluppando le loro capacità di instaurare relazioni significative e un dialogo costruttivo con le loro famiglie e i loro coetanei attraverso la partecipazione ai programmi bahá’í di educazione morale che affiancano lo sviluppo spirituale al servizio verso la comunità.
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In tutto il Messico, grazie all’impegno dei bahá’í verso la costruzione di comunità, vengono promossi spazi nei quali il vicinato si ritrova, guidato da principi spirituali quali l’unità del genere umano e l’uguaglianza tra donne e uomini, per consultarsi e intraprendere azioni collettive per il miglioramento delle zone in cui risiedono.
L’importanza di coltivare queste capacità, in particolare l’interazione costruttiva e la comunicazione, è stata messa in risalto da Angello Baños, sociologo e facilitatore di workshop presso la Direzione generale per il Benessere e la Coesione sociale. «Ci sono state tolte la nostra capacità di vedere, la nostra voce e le nostre parole. Quando la comunicazione è assente, subentra l’interpretazione e l’interpretazione errata genera violenza. Ecco perché mantenere un legame con i nostri figli e amici è così cruciale», ha dichiarato.
Arturo Serrano, anch’egli membro dell’Ufficio per le Relazioni esterne, ha osservato come questi legami tra i membri della famiglia e i vicini si rafforzino man mano che nel quartiere cresce lo spirito di servizio all’umanità.
«Quando i giovani si impegnano nel servizio verso gli altri, iniziano a considerarsi in modo diverso», ha aggiunto Serrano. Ha spiegato che ogni atto di servizio, per quanto piccolo, aiuta i giovani a riconoscere la propria nobiltà e la capacità di contribuire alla società. Il loro crescente senso di scopo, associato ai legami che formano servendo insieme, crea una resilienza naturale contro le forze nocive che incontrano quotidianamente sul loro cammino.
Il dottor Ceballos ha sottolineato questo concetto, dicendo: «Come si combatte un incendio? Un modo è entrarci e cercare di spegnerlo, un altro è rimuovere ciò che lo alimenta».
Ha aggiunto: «Il lavoro nei quartieri trasforma le persone in modo duraturo, creando un senso di comunità. Dobbiamo rafforzare il senso comunitario, il tessuto sociale, ed è molto più facile farlo a livello locale sulla base di principi morali e spirituali condivisi».
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In Messico, i programmi bahá’í di educazione morale e spirituale sviluppano la capacità dei giovani di promuovere quartieri più pacifici, grazie al servizio verso le loro comunità.
Jimena Esquivel, direttrice di Tolleranza e Libertà religiosa presso la Direzione generale degli affari religiosi, ha soggiunto: «Costruire la pace è un impegno a lungo termine. Occorre fare di tutto per metterci nei panni gli uni degli altri, per ascoltare e sentire dal punto di vista degli altri».
Guardando al futuro, l’Ufficio per le Relazioni pubbliche prevede di continuare questi discorsi, affrontando problemi sociali ben specifici come la violenza contro le donne e i bambini. L’obiettivo è quello di espandere il campo d’azione di questi discorsi mantenendo l’intima natura del dibattito che consente una profonda analisi delle soluzioni spirituali alle sfide sociali.
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L’Ufficio per le Relazioni pubbliche dei bahá’í del Messico alla Giornata interreligiosa per la pace, organizzata dal governo federale del Messico. Negli ultimi due anni, l’Ufficio ha contribuito al discorso sull’aiuto che i principi spirituali possono fornire per il contrasto alle cause della violenza e per il rafforzamento della coesione sociale.