26 marzo 2025

ABU DHABI, Emirati Arabi Uniti – Nel Secondo Convegno internazionale sul Dialogo delle Civiltà e sulla Tolleranza, tenutosi di recente ad Abu Dhabi, è stato analizzato il ruolo fondamentale che i giovani possono svolgere nella costruzione di una società più coesa e pacifica.

«Meno oppressi da obsolete correnti di pensiero, sono sempre più numerosi i giovani che riconoscono che la razza umana è una e le sue popolazioni interdipendenti», ha dichiarato David Rutstein, Segretario generale della Bahá’í International Community, nel suo intervento in occasione di una sessione plenaria.

Il convegno, sponsorizzato da Sua Eccellenza lo Sceicco Nahayan Mabarak Al Nahyan, Ministro della Tolleranza e della Coesistenza negli Emirati Arabi Uniti, e dal Centro accademico di Ricerca e Studi degli Emirati, ha visto riuniti oltre 3.000 tra studiosi, comunità religiose, esponenti politici e rappresentanti della società civile provenienti da 112 paesi.

I partecipanti al Secondo Convegno internazionale sul Dialogo delle Civiltà e sulla Tolleranza, tenutosi di recente ad Abu Dhabi, ha analizzato il ruolo fondamentale che i giovani possono svolgere nella costruzione di una società più coesa e pacifica.

Il dottor Rutstein ha messo in risalto il principio spirituale dell’unità del genere umano: «L’umanità è una specie composta da persone, dotate di una diversità infinita di caratteristiche fisiche, che creano e vivono in varie società e culture, e che occupano tutte lo stesso bellissimo pianeta.

«Una valutazione spassionata delle attuali realtà ambientali, economiche e politiche dimostra l’aspetto interconnesso della nostra esistenza, la nostra essenziale unità umana e interdipendenza», ha continuato. «L’accettazione di questo fatto è il presupposto per far progredire una comunità globale unificata».

David Rutstein, Segretario generale della Bahá’í International Community, durante il suo intervento in occasione di una sessione plenaria.

Il dottor Rutstein ha osservato che, nonostante i giovani siano inclini a sposare il concetto di unità, «comunemente essi sono ancora considerati come una minaccia o un problema da risolvere. Per quanto animato dalle migliori intenzioni, anche l’impegno delle istituzioni volto a responsabilizzarli spesso non fa che limitare il loro coinvolgimento a questioni specifiche piuttosto che a sfide sociali più ampie».

Ha inoltre rilevato che «circa il 40% della popolazione mondiale ha meno di 24 anni» e che «riconoscere e liberare questo potenziale può portare a nuovi modelli di interazione tra le generazioni», ma «ciò richiede un profondo ripensamento degli approcci e dei preconcetti nei confronti dei giovani».

In occasione del convegno sono stati consegnati a sponsor e partner dei premi in riconoscimento del loro prezioso contributo. Nella foto sopra, Roeia Thabet riceve il premio assegnato all’Ufficio per le Relazioni pubbliche che rappresenta la comunità bahá’í negli Emirati Arabi Uniti.

Nel suo intervento, il dottor Rutstein ha raccontato come le iniziative bahá’í per la costruzione di comunità in tutto il mondo stiano traducendo questa visione in realtà, spiegando che: «La comunità bahá’í ha approfondito questi temi attraverso iniziative basate sulla comunità nelle quali la formazione è fondamentale. Questi programmi educativi, aperti a tutti, indipendentemente da estrazione e provenienza, sviluppano non solo le competenze pratiche, ma anche gli atteggiamenti e le convinzioni sul tipo di persona che si può e si desidera diventare partecipando alla creazione di un mondo pacifico e giusto».

Il membro dell’Ufficio per le Relazioni pubbliche dei bahá’í degli Emirati Arabi Uniti Roeia Thabet, presente all’incontro, ha spiegato in un’intervista al News Service come i programmi educativi morali e spirituali bahá’í offrano ambienti nei quali i giovani possono far confluire le proprie energie verso un cambiamento costruttivo.

«Ciò che distingue il tempo della giovinezza dalle altre fasi della vita è il coraggio, la flessibilità e l’energia, insieme al forte desiderio di creare un cambiamento sociale», ha affermato. «I giovani possiedono uno spiccato senso di giustizia e la motivazione per trovarsi in prima linea nelle iniziative costruttive».

Lo stand della Bahá’í International Community ha consentito ai partecipanti un approfondimento sul contributo dato,nel corso di vari decenni, dalla comunità bahá’í al progresso sociale.

Il dottor Rutstein ha posto l’accento sulla trasformazione che si radica nei giovani quando prendono in considerazione e approfondiscono con i loro coetanei l’applicazione dei principi spirituali. «Quando i giovani interiorizzano il principio dell’unità, sviluppano il desiderio di servire la loro società.

«Vengono ispirati a fare la differenza non solo nel loro quartiere, ma nella società in generale, con modalità che hanno un vero impatto».

Qui potete visualizzare la presentazione completa del dottor Rutstein.

Membri della delegazione della Bahá’í International Community al convegno, rappresentanti della comunità bahá’í degli Emirati Arabi Uniti e un’alta funzionaria del Centro accademico di Ricerca e Studi degli Emirati (quinto da destra).