10 marzo 2025
Nel bel mezzo delle sfide che la società si trova ad affrontare, un’occasione particolarmente sentita ha fatto scaturire momenti di speranza collettiva: un’ottantina di ospiti provenienti da diverse comunità sociali e religiose si sono riuniti nei pressi del Mausoleo di Bahá’u’lláh a Bahjí per celebrare Ayyám-i-Há, un periodo del calendario bahá’í dedicato in modo speciale all’ospitalità, alla generosità e alla gioia.
L’incontro ha visto riuniti alcuni rappresentanti della municipalità locale, tra i quali il sindaco di ‘Akká, residenti delle comunità ebraiche, musulmane, cristiane e druse, nonché coloro che non si identificano con una confessione religiosa, oltre ad accademici e artisti di ‘Akká, Haifa e altre cittadine e villaggi. L’evento ha dato vita a uno spazio per la creazione di legami e la riflessione, offrendo al contempo ai partecipanti una tregua dalle sfide sociali in atto e un’opportunità per promuovere la comprensione reciproca.

L’occasione offerta ai partecipanti di visitare il Mausoleo di Bahá’u’lláh e i giardini circostanti ha consentito una tregua dalle sfide sociali in atto e un’opportunità per promuovere la comprensione reciproca
Nel suo discorso di apertura, David Rutstein, Segretario generale della Bahá’í International Community, ha spiegato il significato degli Ayyám-i-Há. «Il calendario bahá’í ha 19 mesi, ognuno composto da 19 giorni. Ci sono poi quattro o cinque giorni in più che vengono aggiunti per renderlo conforme al calendario solare. Si chiamano Ayyám-i-Há o giorni intercalari”.
Il dottor Rutstein ha aggiunto: «È un periodo in cui i bahá’í danno grande valore alla generosità e all’ospitalità, carità e gentilezza, gioia, unità e amore. E voi siete le persone con cui noi vogliamo condividerlo”.
Dopo la visita dei partecipanti al Mausoleo di Bahá’u’lláh e ai giardini circostanti, è cominciato il programma ufficiale che prevedeva letture in diverse lingue tratte dagli scritti delle religioni rappresentate, oltre ad alcune esibizioni musicali.
Il dottor Rutstein ha osservato: «I giardini bahá’í sono pieni di fiori di diversi colori, di diverse forme, di diversi profumi, e noi siamo come quei fiori».

All’incontro hanno partecipato rappresentanti della municipalità locale, tra cui il sindaco di ‘Akká (fila centrale, a sin. e in mezzo), residenti delle comunità ebraiche, musulmane, cristiane e druse, nonché coloro che non si identificano con una confessione religiosa, oltre ad accademici, artisti e amici del Centro Mondiale Bahá’í. Nel suo discorso di apertura, David Rutstein, Segretario generale della Bahá’í International Community, ha spiegato il significato degli Ayyám-i-Há.
Quest’anno l’evento era strettamente collegato a una serie di incontri di preghiera iniziati alla fine del 2023 che hanno alimentato, in questi momenti particolarmente difficili, legami di amicizia e fratellanza spirituale tra le varie persone della zona di ‘Akká.
Intervistato dal News Service, Ofer Amar, esperto dei media locali, ha constatato l’effetto trasformativo dell’incontro: “Sono arrivato a questo evento piuttosto triste per la situazione attuale”.
Amar ha riflettuto sulla profonda relazione tra speranza e gioia che ha avuto modo di riscoprire attraverso la difficile esperienza vissuta dal Paese. “Se c’è gioia, c’è anche speranza; la speranza ti aiuta a trovare la gioia”, ha affermato, chiarendo come queste qualità si nutrano e si rafforzino a vicenda.
Ha aggiunto che, nonostante le tragedie, la diversità delle persone riunitesi in armonia ha ravvivato il suo spirito: “Lascio questo evento con il sorriso sulle labbra e pieno di speranza e gioia”.
Gershon Lewental, storico della cultura del Medio Oriente, ha riflettuto sull’importanza di questi incontri: “Qui, gli ultimi due anni sono stati molto difficili e spesso ci si sente disperati. È molto bello, perciò, trovarsi in un posto come questo, con persone che hanno idee positive sul progresso e lo sviluppo dell’umanità e il miglioramento del mondo”.
Zaid Falah, un giudice amministrativo di Haifa, ha commentato il modo nel quale l’incontro ha incarnato i principi bahá’í nell’azione: «Questa occasione è importantissima… per l’unità del genere umano e per l’amore che i bahá’í promuovono».
Il dottor Falah ha proseguito tracciando un nesso tra l’incontro e un futuro colmo di speranza: “Questo mosaico della popolazione riflette… il nostro desiderio di avanzare verso luoghi migliori”.

I partecipanti riuniti nel Centro Visitatori di Bahjí per il programma ufficiale.
L’incontro ha regalato un senso di speranza e rinnovamento. Naim Obeid, CEO dell’Akko Center for Arts & Technology (A-CAT), ha osservato: “Quando vedo cosa sta succedendo fuori e poi entro in questo posto, ho una sensazione di calma e di pace. Quando guardo negli occhi delle persone, vedo che c’è tanta speranza”.
Obeid ha aggiunto: “Questa è la bellezza di questo luogo: la diversità delle persone che si ritrovano e sono al servizio di un unico obiettivo: riunire le persone per la pace”.
Nissim Ben David, professore di economia e presidente del Western Galilee Academy College, ha constatato come l’incontro abbia soddisfatto un profondo desiderio umano: “Le persone sono alla ricerca di speranza e gioia e cercano di trovarle in molte attività. La mente è al lavoro ogni giorno per trovarle… L’occasione in cui le persone si riuniscono con un obiettivo e un desiderio preminente, quello di pervenire alla gioia e alla speranza e provare sentimenti l’uno per l’altro, è qualcosa di molto speciale e davvero unico”.

Il programma ufficiale prevedeva letture in più lingue tratte dagli scritti delle religioni rappresentate, oltre ad alcune esibizioni musicali.
L’atmosfera spirituale dell’incontro è stata particolarmente pregna di significato per i partecipanti. Un abitante del luogo, Duli Gruder Yanai, ha detto: “Ogni volta che vengo qui è come se riuscissi a ricordare cosa vuol dire provare pace, gioia e amore. È così facile dimenticarlo in questo mondo, non perché non esista, ma perché ci sono così tante cose che stanno cercando di farcelo dimenticare.
“Quindi ricordare è bello, e ricordarlo insieme, ricordarselo l’un l’altro, è meraviglioso”.
La signora Nihad Sheherat ha commentato come l’incontro abbia incarnato l’essenza dell’amore: “Per quanto mi riguarda, gioia e amore significano amare tutte le persone – tutti si amano l’un l’altro – e amare tutto ciò che Dio ha creato. L’amore è quando doni dal tuo cuore a coloro che ti circondano. Il sacrificio è amore, la compassione è amore”.
Nei prossimi mesi questi incontri di preghiera continueranno a svolgersi sia nei pressi del Mausoleo di Bahá’u’lláh a Bahjí che del Mausoleo del Báb a Haifa.