18 Novembre 2024
La Cattedra bahá’í per la pace nel mondo dell’Università del Maryland analizza il modo in cui i principi spirituali e morali possano aiutare a superare le barriere alla creazione di un mondo pacifico.
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COLLEGE PARK, MARYLAND USA – Nell’ultimo episodio del podcast del Bahá’í World News Service, la titolare della Cattedra Bahá’í per la Pace nel Mondo presso l’Università del Maryland, Hoda Mahmoudi, parla dell’approccio peculiare della Cattedra verso la promozione del dialogo e della comprensione e la ricerca che porta avanti attraverso programmi per la costruzione di pace e sviluppo.
Istituita nel 1993, la Cattedra bahá’í è nata da una collaborazione tra studiosi che cercavano di vagliare nuove prospettive per raggiungere la pace nel mondo. La dottoressa Mahmoudi spiega che l’orientamento della Cattedra considera la pace non solo come l’assenza della guerra, ma come la presenza di condizioni che permettano al potenziale umano di prosperare.
“La pace è molto più che l’eliminazione della guerra”, dice la dottoressa Mahmoudi. “Quello che ci interessa è come rimuovere le barriere alla pace”. Spiega che ciò richiede la disamina di questioni sociali profondamente radicate che impediscono la nascita di una società veramente pacifica.
La cattedra si concentra su cinque temi che ritiene essenziali per rimuovere le barriere alla pace: il razzismo strutturale e le cause profonde del pregiudizio; la natura umana; l’emancipazione delle donne come essenziale per la pace; governance e leadership globali, e il degrado ambientale.
“Siamo convinti che se ci sono pregiudizi in una data società, non si avrà una società pacifica”, spiega la dottoressa Mahmoudi. “Noi vediamo ogni tipo di pregiudizio: razziale, di genere, religioso, economico, politico… Quali sono gli ostacoli? Perché non riusciamo ad eliminare questi pregiudizi?”
E aggiunge: “Dal punto di vista della Cattedra, definire la pace sarebbe come dire che vogliamo guardare all’intero pianeta… a ogni essere umano… E tutte le nazioni di questo pianeta fanno parte della nostra visione per la pace”.
La dottoressa Mahmoudi ha parlato del lavoro educativo della Cattedra e di come riesca a creare ambienti nei quali gli studenti sono impegnati a fondo con questi argomenti complessi. In un seminario dal titolo “Il problema del pregiudizio”, gli studenti analizzano il legame delle loro esperienze personali con i più ampi modelli sociali.
“Vogliamo che imparino dalle reciproche esperienze”, spiega. “Creare una cultura di pace significa che ogni singola persona deve interiorizzare gli insegnamenti morali e spirituali su come eliminare il razzismo e come eliminare il sessismo.
“Può essere arduo, le questioni possono essere difficili, ma possiamo aprire un discorso onesto e maturo su tutte queste questioni senza ulteriori spaccature”.
Il contributo peculiare della Cattedra risiede nell’integrazione tra i principi spirituali e morali e la ricerca accademica. «La Cattedra bahá’í è leggermente diversa rispetto a molte altre», osserva la dottoressa Mahmoudi.
“Vogliamo che il quadro morale sia sempre in prima linea in tutto quanto noi discutiamo. Ma anche un approccio integrativo: si vogliono coinvolgere le persone, si vogliono coinvolgere le istituzioni, e si vogliono coinvolgere… le nazioni…”.
Attraverso la ricerca, le pubblicazioni e i programmi educativi, la Cattedra continua a promuovere il dialogo e la comprensione sui prerequisiti per una pace duratura, contribuendo alla formazione di un crescente corpus di conoscenze su come l’umanità potrebbe muoversi verso un futuro più pacifico.