25 luglio 2024
Approssimandosi alla Casa di culto bahá’í di Langenhain, i visitatori provenienti da tutta Europa si sono soffermati per farsi avvolgere da parole che hanno innalzato le loro menti e i loro cuori verso un luogo di pace interiore: «Questa casa è un approdo sicuro per la contemplazione più profonda della realtà spirituale e delle questioni fondamentali della vita». Entrandovi, si sono ritrovati immersi in un’atmosfera di serenità e riverenza. La luce fluiva attraverso i 540 pannelli di vetro della cupola che illuminano lo spazio sottostante. Sul terreno circostante il tempio si è svolta un’animata celebrazione, grazie alla quale l’unità e la pace sono diventate un’esperienza tangibile.

Nell’arco di quattro giorni, questo luogo sacro ha accolto circa 4.000 persone, tra le quali alcuni funzionari del governo, rappresentanti della società civile, persone di ogni e di nessuna fede, nonché famiglie e residenti delle comunità vicine, venuti per la celebrazione del 60° anniversario del tempio.
Tra i relatori presenti all’evento figurava Christian Heinz, Ministro della Giustizia del Land dell’Assia, che si è pronunciato sul significato del tempio. Ha sottolineato che la Casa di culto, creata nel pacifico contesto di Hofheim-Langenhain, si eresse a simbolo della speranza nel momento di maggior bisogno, vale a dire dopo la Seconda Guerra Mondiale, mentre il continente si stava riprendendo dal caos e da perdite gravissime.

Heinz ha osservato: “Un pensiero che mi viene in mente è che la Casa di culto nasce dalla convinzione che la pace tra le persone può esistere solo in una comunità inclusiva, dove tutti possono partecipare e contribuire come meglio credono. Questo luogo è aperto a chiunque, a prescindere dall’appartenenza religiosa o dalla provenienza: un rifugio per tutti”. Heinz ha inoltre rilevato che questa inclusività è in forte contrapposizione con le tendenze esclusive presenti nella società contemporanea.
Hans Martin Noltenius, segretario dell’Assemblea Spirituale Nazionale dei bahá’í di Germania, ha dichiarato che il tempio è «con i suoi nove ingressi rivolti verso tutte le direzioni, un simbolo dell’unità del genere umano, principio guida della Fede bahá’í, che accoglie persone di ogni provenienza e religione».

Il sindaco Christian Vogt ha posto l’accento sull’importanza del tempio come simbolo di unità: “Questa straordinaria costruzione è parte fondamentale della nostra città. Ma è soprattutto la vostra apertura e tolleranza verso le persone di ogni religione e visione del mondo che arricchisce la nostra comunità”.
Riportiamo, qui di seguito, una panoramica di immagini dell’evento celebrativo, durato quattro giorni, dell’anniversario della Casa di culto, che prevedeva programmi devozionali, esibizioni artistiche e una mostra sulla storia del tempio.

I programmi devozionali e i versi cantati dal coro hanno creato un’atmosfera spiritualmente edificante all’interno della Casa di culto bahá’í.

All’interno del tempio, visitatori di diversa provenienza hanno trovato un momento sereno per la preghiera e la riflessione. Jayden, 14 anni, ha descritto come l’atmosfera che si respirava nei dintorni della Casa di culto gli abbia permesso di riflettere profondamente sulla sua vita e sul suo futuro. “Ho iniziato a concentrarmi su questioni importanti alle quali non avevo mai pensato prima, trovando ispirazione per il mio futuro, un futuro nel campo dell’arte”.

La presenza di molti giovani ha contribuito in modo significativo alla magica atmosfera della celebrazione. Un giovane, di nome Lasse, ha osservato: “Ogni qual volta mi trovo nella Casa di culto, sento sempre l’unità della famiglia umana. Non si avverte un senso di separazione basato sulla provenienza delle persone: tutti vengono accolti calorosamente e si sentono a proprio agio, non come estranei. Raramente questa bella sensazione si ritrova nella nostra società”.

Un’altra giovane presente all’evento, Kristina, ha detto: “Per me è stato un onore partecipare alle celebrazioni e trascorrere questi giorni gioiosi in compagnia di persone meravigliose provenienti da tutto il mondo. La sensazione di solidarietà mi ha accompagnato per tutto il fine settimana”.

Durante i quattro giorni della celebrazione, attraverso presentazioni e attività, i partecipanti hanno appreso dei programmi educativi bahá’í che promuovono modelli di vita comunitaria basati sul servizio e sul culto. Manish Kanojiya, uno dei partecipanti, ha dichiarato: “Le ferventi preghiere e il dibattito sulle iniziative comunitarie ci hanno ricordato che per avere un impatto positivo bisogna cominciare con l’unirsi nell’amore e nella gentilezza”.
Layla, dal Kazakistan, ha precisato: “Servire gli altri non è solo un atto individuale, ma un’attività collettiva che crea legami fra le comunità. La celebrazione ha dimostrato che, attraverso la condivisione di devozione e servizio, possiamo costruire comunità forti e unite che incarnino i principi della Fede bahá’í”, come l’uguaglianza tra donne e uomini, l’armonia tra scienza e religione e la giustizia.

In occasione dell’evento è stata allestita una mostra sulla storia del tempio.

Veduta aerea della Casa di culto bahá’í di Langenhain.