19 luglio 2024

Porto Alegre, Brasile – Nello scorso mese di aprile, in Brasile, lo Stato del Rio Grande do Sul ha subito le peggiori inondazioni degli ultimi 80 anni, che hanno provocato distruzioni senza precedenti e un impatto significativo sull’economia e sulla sicurezza pubblica.

La fornitura immediata di beni e servizi, sostenuta dal governo, dalle organizzazioni della società civile, dalle comunità religiose e da un numero imprecisato di volontari, ha costituito un’ancora di salvezza per molti.

Di fronte a questa risposta collettiva, i villaggi e i quartieri delle aree colpite, dove il lavoro dei bahá’í per la costruzione di comunità aveva piantato le proprie radici, sono riusciti rapidamente a rendersi conto del modo in cui le qualità e le capacità di promozione nei periodi di quiete di forti legami di amicizia, di uno spirito di devozione e di un senso di unità potessero essere incanalate, durante la crisi, in operazioni di soccorso coordinate che andavano al di là dell’aiuto materiale per aiutare le persone a rimanere fiduciose, perseverare e riprendersi.

Liese von Czékus Cavalcanti, membro dell’Assemblea Spirituale Nazionale dei bahá’í del Brasile, ha rilevato che: «Le difficoltà causate dalle inondazioni non hanno oscurato la gioia derivante dal servire i propri simili.

“È una gioia che riflette l’interesse profondamente radicato per il benessere degli altri e una fede incrollabile nel potere dello spirito umano di trasformare l’angoscia in speranza”.

Questo potere è stato trasformato in azione attraverso la determinazione e l’intraprendenza di gruppi di famiglie che si sono rivelate indispensabili per l’opera di ricostruzione.

La signora Cavalcanti ha sottolineato che il principio spirituale della consultazione è stato essenziale per quest’opera, affermando: “La consultazione ci ha consentito di riunire i diversi punti di vista e di prendere decisioni concordi e collettive”.

In queste comunità, nelle quali la consultazione è un principio vissuto, le famiglie avevano acquisito esperienza nell’accogliere molte persone nei dibattiti ponderati sullo sviluppo collettivo, prendendo spunto dalle prospettive di giovani e anziani, donne e uomini e persone di ogni provenienza ed estrazione. Durante la crisi, queste capacità hanno permesso a intere comunità di comprendere meglio la propria realtà, comunicare in modo efficace, risolvere i problemi, conseguire un senso di appartenenza e affrontare le sfide in modo efficiente.

Questi gruppi di famiglie hanno operato come collegamenti vitali, distribuendo cibo, acqua, coperte e altri beni di prima necessità. Molte le persone che hanno fatto volontariato nei rifugi d’emergenza, preparando pasti, smistando i capi di vestiario ricevuti in dono e assemblando kit igienico-sanitari.

Una panoramica di alcune operazioni di soccorso effettuate nel Rio Grande do Sul, in Brasile.

In prima linea fra coloro che hanno svolto le operazioni di soccorso figuravano quei giovani il cui vivo senso di giustizia era stato nutrito attraverso i programmi di educazione morale bahá’í. Hanno lavorato senza sosta per portare sollievo alle comunità vicine che si trovavano in gravi condizioni di difficoltà, poiché le forti inondazioni avevano distrutto gran parte delle infrastrutture.

Anche le persone più anziane hanno svolto un ruolo determinante, visitando regolarmente le persone isolate per offrire compagnia e conforto.

Questi sforzi sono stati facilitati da reti costituite ad hoc da famiglie, Assemblee Spirituali Locali bahá’í e altre agenzie bahá’í a livello locale e regionale.

Di queste reti faceva parte una rete secondaria di medici che, in collaborazione con organizzazioni nazionali del settore privato, ha fornito circa 5.000 consultazioni mediche online.

Nell’ambito dell’opera di sviluppo attualmente in corso, l’Assemblea Spirituale Nazionale dei bahá’í del Brasile sta valutando in che modo riuscire a sostenere le agenzie bahá’í locali nel potenziare la resilienza della comunità. Un’iniziativa del Rio Grande do Sul è incentrata sul sostegno alla salute, in particolare alla prevenzione e trattamento delle malattie secondarie causate dall’inquinamento dell’acqua. È stato istituito un team sanitario con lo scopo di formare le persone a divenire risorse chiave per la diffusione di informazioni fondamentali sulla prevenzione delle malattie e sulla promozione del benessere collettivo.

Nel suo commento sulla risposta alla crisi, la signora Cavalcanti ha dichiarato: “Questo lavoro senza sosta è stato guidato dall’amore e da una visione dell’unità della famiglia umana ispirata dagli insegnamenti bahá’í”.

Ha inoltre aggiunto: “Tantissime sono state le persone che uscivano di casa ogni mattina con le auto piene di beni di prima necessità e con i cuori traboccanti d’amore. Benché le risorse fossero vitali, è stata la speranza espressa attraverso l’unità e il servizio che le ha di fatto sostenute”.