BIC
16 aprile 2026
CAIRO — In tutta la regione araba, l’impegno verso la promozione della parità tra donne e uomini ha dato vita ad importanti progressi giuridici e istituzionali. Tuttavia, la piena realizzazione di questo principio è un’impresa a più dimensioni che si estende alla vita familiare, ai luoghi di lavoro, alle comunità, e ai valori che sono alla base di ciascuno di questi contesti. Portare avanti questo lavoro richiede una riflessione continua tra i diversi attori sociali e gli spazi nei quali possano riflettere insieme sulle radici della giustizia nelle loro società.
Con questo presupposto basilare, la Bahá’í International Community (BIC) ha aperto di recente le porte del suo nuovo Ufficio del Cairo, dando il benvenuto a studiosi, difensori dei diritti umani, giornalisti e leader della società civile a un ricevimento che ha segnato il lancio regionale di In Full Partnership: Thirty Years of Women’s Advancement at the United Nations and Beyond, una pubblicazione completa di tre decenni di contributi della BIC al discorso globale sulla parità di genere.
Gli ospiti sono stati invitati a consultare una selezione di pubblicazioni che mettono in risalto l’impegno della comunità bahá’í per contribuire ai vari discorsi che dominano la scena internazionale.
L’Ufficio del Cairo, uno dei tanti Uffici regionali gestiti dalla BIC, oltre a quelli di Addis Abeba, Bruxelles, Ginevra, Giacarta e New York, ha interagito con attori sociali dell’intero mondo arabo su temi quali la convivenza e la coesione sociale, la tutela dell’ambiente e il ruolo che può essere svolto dai giovani nel progresso sociale. L’apertura di nuovi spazi all’interno dell’Ufficio offre ora alla regione una nuova cornice nella quale si possono regolarmente svolgere delle conversazioni significative.
«Speriamo che questo luogo diventi una casa aperta al dialogo, alla condivisione del pensiero e dell’apprendimento», ha detto agli ospiti Hatem El-Hady, rappresentante della BIC del Cairo, nel suo intervento inaugurale.
«Questo nostro primo incontro è stato scelto per trovare una soluzione a quella che riteniamo una delle questioni più fondamentali che la regione si trova ad affrontare: se sussistano le opportunità necessarie a far sì che le donne siano veramente in grado di partecipare alla pari in tutti i campi dell’attività umana».
Nel suo discorso di benvenuto, Hatem El-Hady (in alto, a sinistra), ha espresso la speranza che il nuovo spazio fisico dedicato dell’Ufficio del Cairo diventi “una casa aperta al dialogo, alla condivisione del pensiero e dell’apprendimento.”
El-Hady ha osservato che In Full Partnership rivela un processo di apprendimento sostenuto che si riallaccia all’esperienza delle comunità bahá’í di oltre 100.000 località nel mondo su come l’uguaglianza si rifletta sia nelle leggi sia nella mentalità delle singole persone, nelle dinamiche familiari, nella vita comunitaria e nella pratica istituzionale. «L’emancipazione delle donne non è un problema separato,» ha detto. «È un prerequisito per il benessere e la prosperità della società nel suo complesso».
Oltre al libro, gli ospiti hanno preso in esame la dichiarazione della BIC alla 70ª sessione della Commissione ONU sullo status delle donne, intitolata “Riconcettualizzare la giustizia: gettare le basi per l’uguaglianza di genere nel mondo.” La dichiarazione invoca una maggiore consapevolezza della giustizia che trascenda i sistemi legali formali per abbracciare i valori e le norme sociali che informano la vita quotidiana. «Una cosa è riconoscere un valore come la giustizia in linea di principio,» rileva la dichiarazione. «Tutt’altra cosa è abbracciarlo senza riserve nella propria condotta personale, e ancora più complessa è la riformulazione di norme e istituzioni sociali in modi che gli diano un’espressione collettiva».
Immagine dei partecipanti.
Questo argomento ha incontrato il favore dei presenti, tra i quali figuravano rappresentanti delle missioni diplomatiche al Cairo, leader di organizzazioni per i diritti delle donne, nonché una ricercatrice di studi di genere e diversi altri studiosi. Fatima Naoot, nota autrice e editorialista egiziana, ha parlato del divario cronico esistente tra gli ideali giuridici e le realtà vissute. «Tutte le costituzioni sono bellissime,» osserva Naoot, ma «sul campo noi constatiamo che le norme sociali sono più forti della legislazione».
Lobna Darwish, direttrice del programma per i diritti delle donne presso l’Iniziativa egiziana per i Diritti personali, ha ribadito la necessità che la giustizia diventi una realtà pratica. L’accesso alla giustizia, ha detto Darwish, è essenziale per garantire che leggi e legislazioni «svolgano effettivamente il loro ruolo» nell’eliminare le barriere che le donne si trovano di fronte e nel permettere la loro piena partecipazione alla società.
In un’intervista al News Service successiva all’evento, El-Hady ha riflettuto sull’importanza dell’incontro per la regione, affermando: «La parità tra donne e uomini è un principio basilare sul quale si può conseguire in qualsiasi società una convivenza pacifica e una coesione sociale». «Abbiamo imparato che i presupposti per un vero progresso non sono solo le nuove politiche, ma anche nuove mentalità, nuove relazioni e nuovi modelli di vita comunitaria. Noi siamo qui e siamo pronti a imparare fianco a fianco con chiunque sia impegnato in questo lavoro».
Attori sociali, tra cui studiosi, difensori dei diritti umani, giornalisti e leader della società civile, hanno partecipato a un ricevimento per l’inaugurazione dei nuovi locali dell’Ufficio della BIC del Cairo.