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La promozione del bene comune da parte di istituzioni, comunità e individui 

3 febbraio 2026

BIC NEW YORK — In molte società, le iniziative volte al progresso sociale stanno portando alla luce una sfida ricorrente che spesso non viene presa in considerazione: il modo in cui vengono concepite e coltivate le relazioni che tengono unite le società. In molti scenari, le interazioni tra istituzioni, comunità e individui sono state caratterizzate da tensioni, calo di fiducia o aspettative transazionali, vale a dire modelli che indeboliscono la coesione sociale e limitano la capacità collettiva.

In questo contesto, la BIC (Bahá’í International Community) ha pubblicato una nuova dichiarazione, “Coordinamento per il bene comune: istituzioni governative in cooperazione con l’azione comunitaria e l’iniziativa individuale”, in vista della 64ª sessione della Commissione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo sociale (CSocD), prevista per l’inizio di febbraio presso la sede delle Nazioni Unite di New York.

La dichiarazione affronta il tema prioritario della Commissione, “Promuovere lo sviluppo sociale e la giustizia sociale mediante politiche coordinate, eque e inclusive”, con la disamina di quelle che la BIC definisce le tre principali tipologie di attori sociali: gli individui, le comunità e le istituzioni della società.

«Lo sviluppo sociale progredisce in modo più incisivo quando le iniziative delle istituzioni governative locali, dei gruppi comunitari e degli individui si completano e rafforzano a vicenda, anziché replicarsi o svalorizzarsi», precisa la dichiarazione. Dove queste relazioni sono caratterizzate da reciprocità e mutua assistenza, prosegue: «diventa più facile concretizzare la possibilità di cambiamenti trasformativi».

Riallacciandosi a esperienze provenienti da contesti diversi, la dichiarazione mette in risalto come riescano a spuntare dei modelli costruttivi di interazione quando le tre tipologie di attori sociali imparano a vedersi come collaboratori nel portare avanti un impegno comune.

Ne è un esempio l’esperienza che proviene dalla Spagna e, precisamente, dalle Isole Canarie, dove anni d’impegno nella costruzione della comunità, focalizzati sull’applicazione dei principi morali attraverso atti di servizio, hanno gradualmente rafforzato i legami di fiducia, un senso di appartenenza locale e una sempre maggiore cooperazione con le autorità municipali.

Col tempo, ciò ha dato l’avvio ad iniziative di sviluppo guidate localmente in risposta alle esigenze della zona, che vanno dalla valorizzazione delle donne, dal ripristino ambientale e dal reinsediamento degli immigrati nell’assistenza didattica, alla salute comunitaria e al supporto genitoriale.

Approfondendo questo concetto di collaborazione tra istituzioni, comunità e individui, Cecilia Schirmeister, rappresentante dell’Ufficio di New York della BIC, ha spiegato che la dichiarazione offre una visione che trascende le solite narrazioni familiari che contrappongono istituzioni e cittadini.

In molte società, ha osservato Schirmeister, le istituzioni sono viste come distanti e gerarchiche, mentre gli individui sono visti prevalentemente come critici o contestatori. «Al contrario, la dichiarazione pone l’accento sul modo in cui una collaborazione rafforzata e il coordinamento tra le tre tipologie di attori sociali possano aiutare a migliorare lo sviluppo sociale di una comunità quando tutti sono animati da una visione del futuro comune e basata sull’unità del genere umano».

Uno spunto di riflessione fondamentale della dichiarazione è che la comunità non è semplicemente la somma degli individui, ma una realtà sociale distinta con un proprio ruolo da svolgere. Grazie agli spazi dedicati alla consultazione e alla riflessione collettiva, gli individui iniziano a vedersi come partecipanti a un’impresa comune, piuttosto che come attori isolati. Come ha ricordato Schirmeister, quando le persone sentono un senso di appartenenza al benessere dell’ambiente circostante, allora prospera l’iniziativa volontaria e la cooperazione con le istituzioni diventa naturale anziché conflittuale.

Durante la Commissione, la BIC contribuirà al dibattito partecipando a una tavola rotonda di alto livello e organizzando un evento parallelo, in occasione del quale due partecipanti provenienti dalle Isole Canarie racconteranno le proprie riflessioni sulla loro esperienza. Nel loro insieme, questi impegni mirano a promuovere una considerazione su come un’azione coordinata, radicata nella fiducia, nella consultazione e nello scopo comune, possa rafforzare il tessuto sociale e spianare la strada verso società più inclusive e pacifiche.

Qui potete consultare la dichiarazione della BIC alla 64ª sessione della Commissione ONU per lo Sviluppo sociale.

Una nuova dichiarazione della Bahá’í International Community rilasciata alla Commissione ONU per lo Sviluppo sociale prende in esame la tematica prioritaria della Commissione analizzando quelle che la BIC definisce le tre principali tipologie di attori sociali: gli individui, la comunità e le istituzioni della società.