Alcune famiglie delle zone rurali del Queensland trasformano un orto lungo la strada in un luogo di servizio e di sostegno alla biodiversità locale.
17 Ottobre 2025
Rockhampton, Australia – In un quartiere della città di Gracemere, Queensland, è stato avviato nel 2016 un orto di strada che si è trasformato in un’attività allargata e partecipativa per sostenere la biodiversità locale e creare spazi dedicati al servizio e coinvolgenti le famiglie in un’azione collettiva.
Una famiglia, ispirata dalle iniziative bahá’í di costruzione di comunità, aveva cominciato a piantare ortaggi nel lotto di terreno comunale di fronte alla loro casa. L’iniziativa ha suscitato la curiosità dei passanti e ha aperto un dibattito sulla sostenibilità e sulla condivisione di intenti.
“In un mondo urbanizzato e nel quale noi consumiamo ma non produciamo, stiamo imparando a coltivarci il nostro cibo e anche a capire che in un quartiere i piccoli gesti possono aiutarci ad alimentare un forte senso di appartenenza”, ha dichiarato Mehraban Farahmand, membro del Consiglio ausiliare, in un’intervista al News Service.
Man mano che l’orto cresceva in estensione, si sono uniti altri giovani impegnati nei programmi educativi morali e spirituali bahá’í per coltivare girasoli da dividere con i vicini, mentre le famiglie mettevano a disposizione gli avanzi di cucina per il compostaggio e beneficiavano dei raccolti.
“Tra i partecipanti c’è stato un cambiamento: dalla considerazione del giardinaggio come ricerca individuale orientata all’uso di spazi privati verso la concezione di un impegno collettivo che rafforza la comunità”, ha detto Farahmand.
Da allora l’iniziativa si è evoluta in un orto comunitario all’interno di un parco del luogo, e ha incoraggiato molte famiglie a lavorare insieme al servizio della loro comunità in senso lato.
Ispirazione per altre iniziative
L’iniziativa dell’orto ha dato vita ad altri progetti pratici, come un piccolo “Club dei compiti” per i bambini del posto.
Nikki Cody, uno dei genitori e insegnante al Club dei compiti, ha dichiarato: “Tutto è partito con un solo bambino che aveva bisogno di sostegno. Ora è uno spazio che favorisce sia l’apprendimento che le relazioni. Indistintamente, genitori e figli traggono un beneficio sociale ed emotivo dal riunirsi con uno scopo comune”.
Un’altra iniziativa è un “Community Chook Pen (Pollaio comunitario n.d.t.)” costruito dai giovani interamente con materiali riutilizzati. Avviata durante i “giorni di azione sociale”, consultazioni a livello comunitario, l’iniziativa del pollaio fornisce uova, fertilizzante e un punto d’incontro permanente per conversazione e la creazione di legami.
Commentando l’interconnessione di queste attività, Ross Tysoe, uno dei genitori e praticante di permacultura, ne ha descritto l’impatto sulla sua famiglia. Anche per i partecipanti al Club dei compiti, la sua fattoria è diventata un altro punto di riferimento per l’apprendimento delle pratiche agricole.
“Siamo felici che la nostra fattoria possa fungere da luogo per l’apprendimento di pratiche essenziali per migliorare il biota naturale del suolo, che a sua volta produce prodotti ortofrutticoli nutrienti per la comunità”, ha dichiarato Tysoe.
Guardare oltre il successo e il fallimento
Piuttosto che procedere sulla base di una dinamica prestabilita, queste iniziative si sono svolte attraversando fasi di sviluppo seguite da periodi più tranquilli.
Quando le prime attività per ampliare la partecipazione non sempre richiamavano l’affluenza sperata, le famiglie si sono riunite per consultarsi su ciò che avevano imparato: come potevano individuare gli orari più adatti alla gente? Come poter trasmettere in modo più efficace la propria visione?
I periodi più tranquilli non sono stati considerati come fallimenti, ma come opportunità di osservazione, consultazione e perfezionamento, che hanno aiutato le famiglie a comprendere meglio il ritmo e i bisogni della loro comunità.
Un invito alla collaborazione
La consultazione come modalità decisionale ha permesso la nascita di idee attraverso una discussione ponderata e una riflessione collettiva.
“Non si tratta di qualcuno che dice: ‘Questo è quello che stiamo facendo ora'”, ha spiegato Farahmand. “Al contrario, noi facciamo domande, prendiamo in considerazione le idee, riflettiamo insieme e procediamo a piccoli passi”.
Questo spirito consultivo si estende alla collaborazione con le istituzioni locali, in particolare con il Consiglio regionale di Rockhampton, che è diventato un importante aspetto di queste iniziative.
Collaborando con un’università vicina, i partecipanti e gli organizzatori delle attività di giardinaggio hanno studiato a fondo il compostaggio e le pratiche agricole sostenibili, suscitando nella comunità un dibattito allargato sulla creazione di una “zona blu” locale che desse priorità al benessere.
Via via che le famiglie rafforzavano i loro legami attraverso queste iniziative minori, è cresciuta collettivamente la loro capacità di intraprendere progetti più importanti.
Grazie a premurosi gesti di buon vicinato – spartire le piantine avanzate, prestare attrezzi, prendersi cura del compost, aiutare con i compiti o pranzare insieme – le famiglie sono state pervase dal sostegno pratico, che ha dimostrato il potere dell’azione collettiva e della consultazione quando è intessuto nella vita quotidiana.