23 settembre 2025
Nell’ultimo episodio del podcast “In Conversation”, gli ospiti provenienti dagli Stati Uniti descrivono come giovani di estrazioni diverse stanno imparando a coltivare forti legami di amicizia e scoprire nuovi modi per servire insieme.
Al centro di questo loro impegno ci sono i programmi di educazione morale e spirituale bahá’í che aiutano i giovani a rafforzare la loro capacità di contribuire allo sviluppo dei loro quartieri e villaggi.
Janis Vandendool, membro di un ufficio bahá’í a livello nazionale, descrive la propria esperienza personale di trasferimento da una comunità rurale a una città più grande, dove lei e la sua famiglia hanno introdotto una consuetudine molto semplice: far visita ai vicini di casa e costruire relazioni in un quartiere eterogeneo.
«È davvero sorprendente» ha rilevato «come anche le persone che vivono molto vicine non necessariamente si conoscano… E che il solo fatto di costruire ponti e stringere amicizie abbia avuto un profondo effetto su cosa si prova a vivere in quel quartiere».
Farah Guchani-Rosenberg, membro del Corpo dei Consiglieri nelle Americhe, racconta che man mano che in una località procedono le iniziative di costruzione di comunità, molti vicini sviluppano autentici legami di amicizia, «recitando insieme le loro preghiere… e creando le condizioni per la trasformazione», grazie alle quali persone di diverse origini si uniscono in devozione e anche in circostanze difficili ritrovano la speranza
Questo fondamento spirituale ha un profondo effetto sul senso di scopo e di identità dei giovani, afferma Ken Bowers, membro della Assemblea Spirituale Nazionale degli Stati Uniti.
Bowers racconta l’esempio di un gruppo di giovani di Atlanta in visita al Legacy Museum, che documenta la storia dell’ingiustizia razziale negli Stati Uniti. Dopo quell’esperienza, una giovane ha ricordato come la partecipazione ai programmi di educazione morale abbia plasmato la sua comprensione: «Imparare che l’unità del genere umano è essenziale per risolvere efficacemente i mali che affliggono il mondo oggi diventa lampante studiando gli scritti [bahá’í]».
Questa visione allargata dell’umanità trova espressione nelle comunità di tutto il Paese. Yovania Dechtiar, anch’essa membro di un ufficio nazionale bahá’í, precisa che molti giovani riconoscono ora «che il loro vero scopo non si basa solo sul miglioramento di sé stessi, ma anche sul contributo che possono dare alla vita della società».
Guchani-Rosenberg riflette sulle implicazioni in senso lato di questi sviluppi, descrivendo comunità all’interno delle quali le divisioni storiche vengono superate. Nei quartieri dove ha osservato lo svolgimento di questo processo, i gruppi eterogenei che in precedenza avevano poca interazione stanno «ora diventando un’unica grande famiglia» attraverso la partecipazione congiunta all’azione collettiva. Si prefigura la possibilità di «una società che, per quanto diversificata, … sia attenta al benessere reciproco».
L’episodio del podcast rientra nell’ambito della serie “In Conversation”, una disamina collettiva da parte di diverse persone dell’applicazione pratica dei principi bahá’í alla costruzione di società pacifiche.