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Timor Est: elezione della prima Assemblea Spirituale Nazionale nel pieno delle devastazioni causate da un uragano.

La formazione dell’Assemblea Spirituale Nazionale ha pervaso di uno spirito nuovo l’opera della comunità bahá’í nel concorrere al progresso materiale e spirituale.

7 maggio 2021

DILI, Timor Est — Crisi e vittoria procedono appaiate, dichiara un membro della neoeletta Assemblea Spirituale Nazionale dei bahá’í di Timor Est, in riferimento alle storiche elezioni che hanno avuto luogo venerdì scorso, nel pieno dell’incessante lavoro di soccorso e ricostruzione a seguito delle devastanti inondazioni verificatesi nel Paese.

Data la situazione generale, i delegati hanno votato a distanza. “Ci sentiamo enormemente privilegiati ad avere un’Assemblea Spirituale Nazionale a Timor Est,” ha detto Graciana da Costa Herculano Boavida, uno dei membri dell’Assemblea.

In un messaggio inviato ai bahá’í di Timor Est, la Casa Universale di Giustizia ha scritto: “La formazione dell’Assemblea Nazionale consentirà alla vostra comunità di dare, con sempre maggiore incisività, il proprio apporto alla creazione del benessere spirituale e materiale della vostra società…”

Le prime radici dei bahá’í di Timor Est risalgono al 1954, quando tre bahá’í provenienti dall’Australia e dal Portogallo giunsero a Dili. Pochi anni dopo, nel 1958, a Dili venne formata la prima Assemblea Spirituale Locale. Nonostante l’arrivo di bahá’í da diversi Paesi sia proseguito fino alla metà degli anni ‘70, la comunità bahá’í riprese vigore solo nel 1999 e ricevette grande impulso nel 2011 grazie al lavoro di costruzione di comunità.

Foto scattata prima dell’attuale crisi sanitaria. Negli ultimi anni, il lavoro di costruzione di comunità dei bahá’í di Timor Est, mediante attività svolte in un numero sempre maggiore di città e villaggi, ha aperto la strada verso la formazione dell’Assemblea Spirituale Nazionale.

I bahá’í di Timor Est avevano preannunciato l’elezione dell’Assemblea Nazionale il mese scorso, quando il Paese fu colpito dall’uragano Seroja. Il 4 aprile scorso, le devastanti inondazioni e le conseguenti frane, accompagnate dalle infezioni trasmesse dalle zanzare, hanno causato tragiche perdite di vite umane in tutto il Paese.

“Questa istituzione affiora dal cuore di un disastro naturale,” ha detto Vahideh Hosseini, uno dei membri dell’Assemblea Spirituale Nazionale. “Sono state settimane molto pesanti, ma tutti continuano a dare il massimo possibile per prestare il proprio aiuto, in modo particolare i giovani.”

Le istituzioni bahá’í e i funzionari locali hanno lavorato sul campo, fianco a fianco alla gente del posto” dichiara Madalena Maria Barros, membro dell’Assemblea Nazionale. Molti funzionari hanno prestato aiuto, andando a consegnare di persona i beni di prima necessità

Uno degli elementi cruciali della risposta al disastro è stata la creazione, da parte dell’Assemblea Spirituale Locale dei bahá’í di Dili, di una task force per il coordinamento dei lavori, composta da 5 membri. Questa task force ha consentito la distribuzione di circa 1400 pacchi di cibo, reti antizanzare e altri generi di prima necessità destinati a oltre 7000 persone sparse in 13 diversi villaggi e quartieri. Inoltre, la task force ha provveduto a costruire una barca per raggiungere la popolazione, isolata a causa delle strade impraticabili.

“Le istituzioni bahá’í e i funzionari locali hanno collaborato sul campo fianco a fianco alla gente,” ha detto Madalena Maria Barros, un altro membro dell’Assemblea Nazionale. “Mi sono recata, con il xefe (il capo) del mio villaggio in visita presso la casa di una signora anziana che aveva perso tutto nell’alluvione e aveva la febbre. Il nostro xefe, profondamente colpito dalle condizioni della donna, l’ha avvolta in una coperta e ha cucinato per lei le provviste che avevamo portato.”

Le attività di soccorso si sono svolte nel pieno rispetto delle misure sanitarie previste dal governo. La task force ha provveduto alla distribuzione di circa 1400 pacchi di cibo, reti antizanzare e altri generi di prima necessità destinati a oltre 7000 persone.

Alberto dos Reis Mendonca, un bahá’í di Masin-Lidun, un quartiere di Dili particolarmente colpito dalle inondazioni, ha detto: “Le attività bahá’í nel nostro quartiere sono partite solo sei mesi fa, e in uno spazio di tempo così breve abbiamo imparato moltissimo nel servire tutti insieme, uniti.

“Ogni giorno procediamo con l’azione e la riflessione, per poi programmare la giornata seguente. Pochi giorni dopo le inondazioni, tutta la zona ha ricevuto i soccorsi e la gente aveva il riso, l’olio e altre provviste. Così, ci siamo detti, ora abbiamo bisogno di proteine e ortaggi per tornare in piena salute, e ci siamo rivolti a delle organizzazioni che potevano approvvigionarci di fagioli mungo e altri ortaggi da poter distribuire.”

La comunità bahá’í ha distribuito generi di prima necessità in 13 villaggi e quartieri, anche in aree gravemente colpite dall’alluvione.

Commentando lo spirito devozionale che ha sostenuto la gente durante tutto il periodo dei soccorsi, Marcos da Costa Dias, membro dell’Assemblea Nazionale e residente a Masin-Lidun, ha dichiarato: “Il mattino presto ci uniamo in preghiera, ci sentiamo uniti, in pace, ed entriamo in uno stato di devozione che dura per tutta la giornata, dedicata al lavoro di soccorso e ricostruzione.”

Ripensando al mese appena trascorso, la signora Herculano Boavida ha detto: “Per reagire a questa crisi, ci rivolgiamo ad ‘Abdu’l-Bahá, come esempio, il Quale, ovunque andasse, trovava sempre il modo per aiutare la gente in difficoltà. L’Assemblea Spirituale Nazionale avverte ora quello stesso spirito di servizio.”