Questo episodio del podcast prende in esame il modo in cui in Kenya, mediante la partecipazione all’educazione morale e spirituale bahá’í, stia aumentando la consapevolezza sulla responsabilità individuale e collettiva.
5 febbraio 2026
Nell’ultima puntata del podcast “In Conversation”, alcuni ospiti provenienti dal Kenya illustrano il modo in cui le comunità dell’intero Paese riflettono sul loro ruolo nella costruzione di un futuro migliore.
Con la partecipazione ai programmi di educazione morale e spirituale offerti alle comunità dall’istituto di formazione bahá’í, le persone si riuniscono per analizzare lo stretto legame tra la trasformazione personale e il benessere della società.
Thomas Ouma K’Ong’any, membro di un’agenzia bahá’í a livello nazionale in Kenya, racconta un episodio avvenuto nel Kenya centrale dove sta venendo alla luce l’effetto trasformativo dell’istituto di formazione. «Un gruppo di giovani per i quali persino i loro genitori e la comunità avevano in un certo senso perso ogni speranza, è stato invitato a partecipare a un programma di formazione. Al termine della formazione, questi giovani erano così cambiati che, una volta ritornati alle loro comunità, nemmeno i loro genitori riuscivano a immaginare che cosa li avesse trasformati».
Questi programmi di educazione morale e spirituale stanno aumentando anche tra gruppi di donne la consapevolezza e la capacità. Lucy Imison, membro dell’Assemblea Spirituale Nazionale dei bahá’í del Kenya, descrive come le donne di due regioni abbiano iniziato, grazie a questi programmi, a individuare le proprie esigenze ed aspirazioni, creando solidi legami di amicizia.
Le donne si sono chieste: come possiamo aumentare le nostre entrate per permetterci l’istruzione dei nostri figli? Come possiamo progredire sia come persone sia collettivamente come gruppo? Ne è scaturita un’iniziativa agricola che ha fatto sì che le madri si ritrovassero per produrre e vendere i propri prodotti, imparando al tempo stesso qualche proficua pratica agricola. «Quando le donne si cimentano in questa attività, non lo fanno da sole,» prosegue Imison. «Constatiamo che vengono sostenute anche dai loro mariti».
Frank Mureithi, anch’egli membro di un’agenzia bahá’í a livello nazionale in Kenya, osserva che il discorso contemporaneo spesso associa la trasformazione sociale alla governance, alle politiche e ai progressi tecnologici. Tuttavia, Mureithi ritiene che la trasformazione sociale debba «avvenire anche a livello individuale». Attraverso l’interazione con attività di costruzione della comunità, la gente comincia a vedersi come protagonista dello sviluppo della propria comunità.
Quando questa trasformazione avviene a livello del cuore, ha detto, nasce «un nuovo orientamento del nostro modo di considerare le strutture della società e gli obiettivi cui sono preposte. Cominciamo a vedere nuovi schemi di pensiero, di comportamento, di consuetudini a livello individuale, comunitario e istituzionale».
Linet Nafula Kisaka, membro del Corpo dei Consiglieri d’Africa, racconta quanto avvenuto in un villaggio di Nairobi dove alcune persone con ruoli di leadership si sono riuniti per riflettere su «come poter esercitare la loro autorità» in armonia con gli insegnamenti bahá’í. Sebbene nella comunità fossero presenti molti consigli locali per rispondere alle varie esigenze, attraverso queste iniziative di consultazione «è nata l’idea di un raduno sistematico della comunità che ora avviene su base regolare.”
Aggiunge inoltre che: «In questo raduno comunitario, ogni membro del consiglio espone gli accadimenti degli ultimi tre mesi. Dopodiché pensano a cosa faranno nei tre mesi successivi in vista del prossimo raduno»
K’Ong’any spiega come la Casa di culto di Matunda Soy, che «incarna due aspetti: servizio e culto», stia influenzando i processi di trasformazione delle comunità limitrofe. Precisa che quando le persone interagiscono con la Casa di culto «e vi ritornano, sono ispirate e possono assumere un ruolo più attivo» nel contribuire al benessere delle loro comunità.
Kisaka prosegue affermando che la Casa di culto «sta rafforzando questo principio dell’unità del genere umano: è l’apprezzamento della popolazione che, indipendentemente dalla propria origine religiosa, è la benvenuta a pregare nella Casa di culto.”
La puntata del podcast rientra nell’ambito della serie “In Conversation”, una disamina collettiva da parte di diverse persone sull’applicazione pratica dei principi bahá’í alla costruzione di società pacifiche.