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Bic Bruxelles – IN UNA RISOLUZIONE STORICA DEL PARLAMENTO EUROPEO VENGONO DIFESI I DIRITTI E CONDANNATE LE PERSECUZIONI DEI BAHÁ’Í IN IRAN

I deputati europei denunciano la campagna condotta dall’Iran contro i bahá’í definendola “persecuzione architettata”, “un crimine contro l’umanità orchestrato dallo Stato” e un “modello reiterato di tirannia.”

3 dicembre 2025

STRASBURGO — La scorsa settimana, il Parlamento europeo ha “condannato fermamente” le violazioni del governo iraniano contro i bahá’í del Paese con la denuncia di oltre 45 anni di “persecuzione sistematica” e la sollecitazione ai funzionari europei di trasmettere al governo iraniano le preoccupazioni del Parlamento.

Nel suo intervento ufficiale al dibattito, la commissaria europea Maria Luís Albuquerque ha dichiarato che l’UE “continuerà a far sentire la propria voce e a sollecitare l’Iran per garantire il rispetto delle libertà fondamentali di tutti, inclusi i membri della comunità bahá’í e di altre minoranze etniche e religiose del Paese.”

La condanna è arrivata mediante una risoluzione d’urgenza di portata storica e senza precedenti: l’ultima misura autonoma del Parlamento in ordine di tempo, a testimonianza della preoccupazione per la gravità delle persecuzioni subite dai bahá’í. È stata approvata da 549 membri del Parlamento europeo (eurodeputati) con una schiacciante dimostrazione di unità trasversale.

Le risoluzioni d’urgenza sono i principali strumenti del Parlamento europeo concepiti per esprimere la pubblica preoccupazione sui diritti umani e altre questioni — in questo caso riferita a decenni di attacchi contro i bahá’í in Iran.

La risoluzione, “Sull’inasprimento della repressione contro i bahá’í in Iran“, documenta la mancanza di riconoscimento costituzionale verso la comunità bahá’í, arresti e detenzioni arbitrarie, sparizioni forzate, il diniego a una sepoltura dignitosa, la confisca di proprietà, il diniego all’istruzione e al lavoro e l’istigazione all’odio da parte dei media controllati dallo Stato.

La risoluzione arriva, tra l’altro, pochi giorni dopo la condanna dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite degli effetti “cumulativi” della persecuzione delle minoranze da parte del governo iraniano—e ha espresso una particolare preoccupazione per i diritti dei bahá’í.

Nella risoluzione europea viene anche riportato un memorandum del 1991 firmato dalla Guida Suprema della Repubblica islamica, che regolamenta questa linea politica e chiede “il blocco” del “progresso e dello sviluppo” dei bahá’í.

“Rivolgiamo un plauso al Parlamento Europeo per aver approvato—con una maggioranza così netta—questa storica risoluzione d’urgenza riguardante la persecuzione dei bahá’í in Iran”, ha dichiarato Alessandro Benedetti, Rappresentante della Bahá’í International Community a Bruxelles.

“Gli stati europei e le istituzioni dell’UE hanno sostenuto i diritti dei bahá’í iraniani per decenni e, negli ultimi anni, questo sostegno ha acquisito ancora più forza e determinazione man mano che la persecuzione dei bahá’í da parte del governo iraniano andava intensificandosi,” ha detto Benedetti. “La richiesta mossa agli esponenti del governo iraniano è ora chiara: devono revocare le politiche discriminatorie contro i bahá’í e concedere loro tutti i diritti garantiti dagli accordi internazionali sui diritti umani, dei quali l’Iran è da tempo firmatario.”

 La delegazione della BIC ha incontrato l’eurodeputato Nikos Papandreou per discutere sulla situazione della persecuzione contro i bahá’í iraniani.

I parlamentari si uniscono per difendere i diritti dei bahá’í

Durante un dibattito prima del voto, diversi eurodeputati si sono schierati a favore dei bahá’í in Iran, con Hannah Neumann, eurodeputata tedesca e presidente della Delegazione del Parlamento europeo per le Relazioni con l’Iran, che ha dichiarato: “Uno Stato che manda in carcere le persone per la loro fede o genere non è uno Stato forte; è terrorizzato. Un regime che arriva a sequestrare le case dei bahá’í non è potente: mostra solo quanto siano diventate fragili le proprie mura.”

“Quando metti a tacere una donna,” ha aggiunto Neumann, riferendosi al fatto che la maggior parte dei bahá’í sottoposti ad azioni giudiziarie da parte del governo iraniano sono donne, “la sua voce ritorna attraverso milioni di voci.”

Danuse Nerudova, eurodeputata della Repubblica Ceca, ha definito la persecuzione un “modello reiterato di tirannia” e un “tentativo di cancellare la storia e l’identità di un’intera comunità”, con l’eurodeputata svedese Evin Incir che ha aggiunto che le politiche dell’Iran contro bahá’í sono una “persecuzione deliberata” e “un crimine contro l’umanità orchestrato dallo Stato.”

 Alcuni membri del Parlamento Europeo che hanno rilasciato dichiarazioni: In alto: Matthieu Valet, eurodeputato francese; Miriam Lexmann, eurodeputata slovacca; Helmut Brandstätter, eurodeputato austriaco; Hannah Neumann, eurodeputata tedesca e presidente della Delegazione per le Relazioni del Parlamento Europeo con l’Iran. In basso: Evin Incir, eurodeputata svedese; Nikos Papandreou, eurodeputato greco; Danuše Nerudová, eurodeputata ceca; Daniel Attard, eurodeputato maltese e vicepresidente della Delegazione per le Relazioni del Parlamento Europeo con l’Iran. Crediti foto: Parlamento Europeo, 2025

L’eurodeputata slovacca Miriam Lexmann ha definito i bahá’í “un esempio per le persone di tutto il mondo, perché, pur affrontando persecuzioni e ingiustizie, si sostengono con grande coraggio e resilienza sia reciprocamente che con i propri concittadini.”

“Il nostro messaggio è chiaro—i bahá’í non sono soli—le donne in Iran non sono sole”, ha detto l’eurodeputato austriaco Helmut Brandstätter.

“L’Europa deve schierarsi con i bahá’í”, ha detto anche Danuse Nerudova, includendo i membri di tutte le minoranze religiose, e l’eurodeputato maltese e vicepresidente della Delegazione per le Relazioni del Parlamento Europeo con l’Iran, Daniel Attard, ha ribadito che “Le parole senza conseguenze non proteggono nessuno. Se l’Iran nega il riconoscimento e i diritti fondamentali, l’UE deve rispondere con una pressione concreta.”

Richieste senza precedenti per la libertà religiosa dei bahá’í

La risoluzione d’urgenza “condanna fermamente” anche l’intensificarsi della persecuzione contro i bahá’í, come pure ogni repressione delle minoranze religiose ed etniche e delle donne, chiedendo al contempo la cessazione immediata di discriminazione, molestie, detenzioni arbitrarie, confisca di beni e altre violazioni dei diritti fondamentali.

I bahá’í e tutti coloro che si trovano in carcere per via della religione o del credo, inclusi coloro detenuti sotto la falsa accusa di “sicurezza nazionale” o blasfemia, devono essere rilasciati “immediatamente”, ha dichiarato il Parlamento.

Nella risoluzione viene altresì dichiarato, con “profonda preoccupazione”, che le donne bahá’í costituiscono oggi oltre la metà dei bahá’í sotto processo e si citano più di 1.200 casi giudiziari pendenti contro i bahá’í. Il Parlamento afferma che devono essere annullate le ingiuste condanne contro diverse donne—tra cui Mahvash Sabet e Fariba Kamalabadi.

La risoluzione ha specificato che il governo iraniano deve anche “restituire tutti i beni sequestrati” espropriati ai bahá’í, risarcendo al contempo le vittime di violazioni dei diritti economici, e permettere ai bahá’í l’accesso all’istruzione, all’occupazione e ad altri servizi primari. I cimiteri non devono più essere confiscati o profanati, hanno aggiunto gli eurodeputati, come si è visto a Teheran, Ahvaz, Rafsanjan, Hamadan e in altre località del Paese.

La risoluzione esorta le istituzioni e i funzionari dell’Unione Europea, e gli Stati membri dell’UE, a sollevare la questione del deterioramento della posizione dell’Iran in materia di diritti umani—comprese le violazioni della libertà di religione o di credo—nei rapporti bilaterali con il governo iraniano e a imporre sanzioni a giudici, magistrati e funzionari dei Servizi segreti iraniani responsabili delle persecuzioni contro i bahá’í.

Il Parlamento ha inoltre incaricato il Presidente di trasmettere la risoluzione d’urgenza alle istituzioni europee, agli Stati membri dell’UE e, soprattutto, agli alti funzionari iraniani.

 L’incontro tra i membri della delegazione della BIC e l’eurodeputato Helmut Brandstätter.

Il precedente sostegno europeo ai diritti dei bahá’í iraniani

Questa risoluzione d’urgenza segue altre tre risoluzioni del Parlamento Europeo che, solo nell’anno trascorso, hanno richiamato la persecuzione dei bahá’í in Iran—una chiara dimostrazione del consenso consolidato e della crescente preoccupazione in tutto il panorama politico europeo per la necessità di un’azione urgente. In ognuna delle tre risoluzioni precedenti— Novembre 2024, Gennaio 2025 e Aprile 2025— viene condannata la sistematica persecuzione religiosa dell’Iran e richiesta la protezione dei diritti fondamentali.

All’inizio di quest’anno, 125 membri del Parlamento europeo e altri deputati europei hanno firmato una dichiarazione congiunta che ha richiamato l’attenzione sull’aumento degli abusi nei confronti delle donne bahá’í in Iran, e sollecitato la comunità internazionale a rispondere con urgenza e determinazione.

Nell’ultimo anno 24 eurodeputati, provenienti da diversi gruppi politici, hanno presentato tre istanze parlamentari all’Alto Rappresentante Kaja Kallas per destare l’attenzione sul dilagante aumento della persecuzione iraniana, della campagna di odio religioso e dell’uso indebito di fondazioni statali e di istituti finanziari per il sequestro di beni di proprietà bahá’í.