26 settembre 2025
In un evento tenutosi presso il proprio Ufficio di New York in occasione dei 30 anni dallo storico Quarto Convegno mondiale delle Nazioni Unite sulle Donne e della conseguente Dichiarazione e Piattaforma d’Azione di Pechino, la Bahá’í International Community (BIC) ha recentemente lanciato In Full Partnership: Thirty Years of Women’s Advancement at the United Nations and Beyond.
L’incontro ha visto riuniti diplomatici, esponenti delle Nazioni Unite e leader della società civile. L’ambasciatrice Maritza Chan Valverde del Costa Rica, presidente in carica della Commissione sulla condizione delle donne, ha elogiato il libro definendolo un puntuale contributo al “viaggio incompiuto” verso l’uguaglianza. “Quando mettiamo al centro le donne e le ragazze”, ha dichiarato, “le società diventano più sicure, le economie più forti e la pace più duratura”.
Il recente lancio di In Full Partnership, che ha avuto luogo nell’ufficio di New York della BIC, ha visto riuniti diplomatici, esponenti delle Nazioni Unite e leader della società civile. In basso, da sinistra a destra: Lopa Banerjee, Direttrice della Divisione Società civile di UN Women; Pamela Morgan, co-presidente a New York del Comitato delle ONG sulla Condizione delle donne; e Béatrice Maille, Ministro-Consigliere e Consulente giuridico presso la Missione permanente del Canada presso le Nazioni Unite.
Il volume presenta una raccolta completa dei contributi della BIC al discorso internazionale sull’uguaglianza tra donne e uomini e invita a un’analisi più approfondita del significato del progresso collettivo per l’umanità.
Il libro contempla, inoltre, tre decenni di dichiarazioni, prospettive e riflessioni esposte attraverso la partecipazione costante alla Commissione delle Nazioni Unite sulla Condizione delle donne. I contenuti sono realizzati sulla base delle dodici aree di interesse critico della Piattaforma d’Azione di Pechino del 1995, integrate dalle sezioni intitolate “Il ruolo degli uomini e dei ragazzi” e “Convergenze tra fede e femminismo”.
Bani Dugal, principale rappresentante della Bahá’í International Community, ha affermato in occasione della recente presentazione del libro a New York: «L’impegno della comunità bahá’í per la parità di genere e la giustizia è radicato nella convinzione che tutti gli esseri umani sono creati per portare avanti una civiltà in continuo progresso e che l’uguaglianza di genere è un prerequisito per la pace».
L’ambasciatrice in carica Maritza Chan Valverde del Costa Rica [a sinistra] all’evento di presentazione del libro.
La prefazione risponde ai quesiti del mondo contemporaneo e rileva che se da un lato la lotta per l’uguaglianza si è trovata ad affrontare sfide molto serie – la polarizzazione politica, le radicate norme patriarcali e il crescente autoritarismo – dall’altro l’impegno collettivo delle persone, dei movimenti sociali e delle organizzazioni ha generato notevoli progressi. Quello attuale, si legge, è per la comunità internazionale un momento “per fare i conti con sfide durature e per impegnarsi nuovamente in una narrazione comune del mondo che stiamo costruendo insieme”.
Riallacciandosi alle esperienze delle comunità bahá’í in più di 100.000 località di tutto il mondo, il libro illustra come la collaborazione tra le persone, le famiglie, i governi e le organizzazioni possa far scaturire nuovi modelli culturali e pratiche collettive fondate sull’uguaglianza.
«Promuovere la parità di genere richiede il pieno coinvolgimento di ogni segmento della società», ha dichiarato Liliane Nkunzimana, rappresentante della BIC. «In ultima analisi, si tratta di smantellare quelle norme deleterie che limitano tutti noi e di coltivarne di nuove che permettano sia alle donne sia agli uomini di prosperare».
Il lancio del libro ha offerto ai partecipanti l’opportunità di analizzare la profonda interdipendenza tra il progresso dell’umanità e la prosperità delle donne e delle ragazze.
Un tema ricorrente del libro è che l’umanità è su una strada di apprendimento nella pratica dell’uguaglianza. La prefazione spiega che, come rilevato nelle esperienze delle comunità bahá’í di tutto il mondo, questo percorso si svolge attraverso un processo deliberato di azione, riflessione e consultazione in diversi contesti culturali ed economici. Esso presuppone che il progresso non possa basarsi solo sulle riforme legali o sui cambiamenti delle linee politiche e implica la promozione nuovi modi di pensare, nuove relazioni e norme culturali che consentano a donne e uomini di partecipare fianco a fianco alla costruzione di società giuste e inclusive.
Riccamente illustrato con fotografie provenienti da tutto il mondo, In Full Partnership è inteso diventare una risorsa per i responsabili politici, le agenzie delle Nazioni Unite e le organizzazioni della società civile. Invita a riflettere su come le società di tutto il mondo possano tradurre il principio dell’uguaglianza in realtà vissuta e costituisce un appello a una rinnovata azione collettiva per la giustizia e la pace.
Foto del gruppo di relatori all’evento. Da sinistra a destra: Pamela Morgan, co-presidente a New York del Comitato delle ONG sulla Condizione delle donne; Lopa Banerjee, Direttrice della Divisione società civile di UN Women; Liliane Nkunzimana, rappresentante della BIC; Saphira Rameshfar, ex rappresentante della BIC.