Home Alfabetizzazione La Fondazione Olinga promuove l’alfabetizzazione con scopo morale

La Fondazione Olinga promuove l’alfabetizzazione con scopo morale

9 MAGGIO 2025

ACCRA, Ghana — In classe, una ragazza si alza e, col volto radioso per la ritrovata sicurezza, legge ad alta voce ai compagni da un libriccino di storie sull’onestà e la gentilezza. Solo pochi mesi prima si sentiva insicura a leggere l’alfabeto; ora la sua voce ferma strappa sorrisi ai compagni di classe che seguono ogni riga. La sua conquista non rappresenta solo un traguardo personale: è un segnale silenzioso che intere famiglie e quartieri possono cambiare quando l’apprendimento è unito a uno scopo morale.

Ogni giorno si svolgono scene simili nelle tantissime aule nelle quali opera la Olinga Foundation for Human Development, un’iniziativa educativa di ispirazione bahá’í, che ha 25 anni di storia, e che collabora con le scuole nei programmi di alfabetizzazione, raggiungendo 400.000 studenti e 45.000 insegnanti in 250 comunità rurali del Ghana.

Una lezione basata sui programmi della Fondazione Olinga.

“A metà degli anni ’90, quando le attività baháʼí di costruzione di comunità iniziarono a coinvolgere vicini di casa d’ogni età in discorsi e studi più approfonditi, divenne chiaro che molti non sapevano ancora leggere bene”, ricorda Leonard Nubuasah, coordinatore nazionale della Fondazione, in un’intervista al News Service.

Comprendendo che un livello di alfabetizzazione scarso poteva ostacolare sia la crescita personale che l’impegno collettivo, senza esitazione gli educatori locali hanno deciso di colmare il divario. “Gli insegnamenti bahá’í definiscono l’educazione dei bambini come una delle azioni più meritorie”, spiega Nubuasah. “Ispirate da questa visione, diverse persone si sono mobilitate per contribuire a combattere l’analfabetismo”.

Da allora, il nesso tra insegnare a leggere e promuovere le qualità morali e spirituali ha riscosso sempre maggiore apprezzamento. Nel 2024, la Fondazione Olinga ha ricevuto il Ghana Philanthropy Award per “aver ispirato il cambiamento nell’alfabetizzazione”: un riconoscimento, affermano gli educatori, riservato ai numerosi insegnanti e alle famiglie che hanno fatto proprio il programma.

Nel 2024, la Fondazione Olinga ha ricevuto il Ghana Philanthropy Award per “aver ispirato il cambiamento nell’alfabetizzazione” in riconoscimento dello storico impegno profuso nella promozione dell’istruzione a livello nazionale. Immagine a sinistra, da sinistra a destra: Leslie Casely-Hayford, direttrice della Fondazione Olinga per lo Sviluppo umano, e Ayeley Foli, responsabile del monitoraggio e dell’apprendimento della Fondazione.

Leonard Nubuasah, coordinatore nazionale della Fondazione Olinga (al centro a sinistra) alla cerimonia di premiazione.

«L’istruzione», afferma Leslie Casely-Hayford, direttrice della Olinga Foundation, «non è necessaria solo per il progresso individuale; è essenziale per la capacità di una società di prosperare».

La dottoressa Casely-Hayford fa riferimento all’affermazione di Bahá’u’lláh secondo la quale la conoscenza è “come le ali per la vita dell’uomo” e ha aggiunto: “Una società che non cerca di risolvere il problema dell’alfabetizzazione indebolisce la propria energia creativa e limita la propria capacità di affrontare ogni altra sfida, dal sostegno all’uguaglianza tra donne e uomini al miglioramento della sicurezza alimentare e della resilienza climatica”.

Intessere le lezioni con principi

Come accade in molte organizzazioni di ispirazione bahá’í, il lavoro di alfabetizzazione della Fondazione si propone di coniugare lo sviluppo delle competenze tecniche con lo scopo morale.

Le lezioni sono organizzate attorno a un principio (umiltà, sincerità, giustizia), che esorta gli studenti a riflettere su come quel principio possa orientare le loro scelte a casa, a scuola o nella comunità in senso lato.

I programmi della Fondazione Olinga promuovono negli insegnanti un profondo senso di scopo e di connessione con i loro studenti.

Gli insegnanti aiutano poi la classe a trasformare la comprensione della lettura in discussione, riflessione e piccoli atti di servizio.

I programmi della Fondazione dedicano particolare attenzione all’emancipazione delle donne. “Invitiamo sia i presidi che gli insegnanti a riconsiderare le proprie impostazioni”, spiega uno dei facilitatori dell’organizzazione, “per far sì che durante le lezioni vengano adottate procedure che portino ogni bambino, maschio o femmina, nel cuore della classe”.

I programmi della Fondazione attribuiscono particolare importanza all’emancipazione delle donne.

I risultati sono sorprendenti. “Quando una bambina che prima se ne stava seduta in silenzio inizia a leggere ad alta voce, la sua sicurezza in sé stessa è edificante per tutta la classe”, ha commentato Nubuasah. Secondo l’opinione dei membri dello staff, questa autostima si estende ben oltre le mura dell’aula: le bambine acquisiscono e trasmettono le loro conoscenze su pratiche igieniche e sanitarie migliori e fanno scelte consapevoli sul loro futuro – cambiamenti che si irradiano all’esterno, al benessere della famiglia, e tra i quali rientrano, in età più adulta quando saranno madri, tassi di mortalità infantile più bassi.

Una sessione di formazione per gli insegnanti.

“L’alfabetizzazione amplia gli orizzonti di un o una giovane”, ha aggiunto la dottoressa Casely-Hayford. “Una ragazza che legge molto comincia a immaginare sé stessa come una persona che contribuisce alla propria comunità. Questo senso meglio definito di identità e di scopo è una delle protezioni più sicure contro le pressioni, per esempio, di una gravidanza precoce”.

Rafforzare le basi per la prosperità

Entro nove mesi dall’adozione del programma da parte di una scuola, la percentuale di alunni che legge bene aumenta solitamente da circa un quarto a ben oltre la metà.

“Quando i genitori si rendono conto che i propri figli sanno leggere ad alta voce, torna la speranza”, ha spiegato la dottoressa Casely-Hayford.

Le lezioni dei programmi di alfabetizzazione della Fondazione Olinga ruotano attorno a un principio (umiltà, sincerità, giustizia), che esorta gli studenti a riflettere su come quel principio possa orientare le loro scelte a casa, a scuola o nella comunità in senso lato.

“Famiglie, che già alle scuole medie avrebbero potuto ritirare i propri figli, cominciano ora ad incoraggiarli e la comunità ne sente il sollievo”, ha affermato.

In un suo commento sul percorso di studenti, insegnanti e comunità, Nubuasah ha affermato: “L’alfabetizzazione è una porta, ma ciò che conta di più è ciò che i bambini portano con sé varcando quella porta: la capacità di consultarsi, di servire, di costruire unità ovunque vadano”.